(di Dario Facci) Seduta di Commissione Affari Costituzionali del Senato determinante nell’iter di riforma delle Province.
In sede di replica, nel prosieguo dell’esame congiunto della proposta di legge, la presidente Pirovano ha rilevato come tutti i gruppi abbiano espresso, pur individuando alcune criticità da affrontare nella sede di discussione degli emendamenti, una sostanziale concordia nella necessità di riportare le Province al rango di enti di primo livello, dunque reintroducendo l’elezione diretta del Presidente e del Consiglio Provinciale.
I punti salienti sui quali si è incentrata la discussione sono soprattutto due: l’individuazione delle risorse per gli enti rinnovati e l’incremento delle funzioni. Il tema delle risorse – ha sottolineato la Senatrice Pirovano – non sarà risolto nel testo in esame poiché bisognerà attendere la prossima Finanziaria essendo prevista, nel dispositivo, la delega al Governo specifica per fornire la risposta adeguata affinché gli Enti rinnovati possano fornire i servizi adeguati alle nuove funzioni.
Specifica delega al Governo anche per quanto riguarda l’individuazione dei Collegi Elettorali. E’ questo il motivo per il quale, essendo stata individuata la data delle prime elezioni dirette per le Province nell’Election Day 2024, è stata ipotizzata, esclusivamente e limitatamente a quella prima elezione, la possibilità che si voti per listoni provinciali. Accadrebbe qualora il Governo (delega di 12 mesi) non faccia in tempo ad individuare i nuovi Collegi.
La Pirovano ha comunque rassicurato i colleghi asserendo che la discussione sulla natura dei Collegi (uninominali o plurinominali) come pure sui dettagli del sistema elettorale è ancora aperta.
Circa la discussione sulle funzioni da attribuire alle Province la Pirovano ha ricordato che nel testo unificato si è optato per il conferimento di funzioni fondamentali, rinviando poi ai decreti legislativi, che il Governo potrà adottare entro diciotto mesi, la possibilità di individuare ulteriori funzioni da attribuire sia alle Province sia alle Città metropolitane. Tale proposta, in ogni caso, non preclude un confronto con gli altri enti territoriali ed eventuali modifiche derivanti dall’approvazione delle leggi in tema di autonomia differenziata e riforma fiscale.
Sottolinea che non vi è una sfasatura dei tempi previsti per le deleghe al Governo, trattandosi di questioni differenti: dodici mesi per la determinazione dei collegi e diciotto mesi per le funzioni e il sistema di finanziamento delle Province e delle Città metropolitane.
Ha osservato inoltre come la soluzione dell’election day nel 2024 è stata ponderata al fine di garantire la più ampia partecipazione al voto possibile. Ha sostenuto anche che: “Occorre accelerare i tempi, per le importanti funzioni che le Province già dovrebbero esercitare, per esempio, per la manutenzione stradale, come è risultato evidente in occasione dei recenti nubifragi verificatisi nel Nord Italia”.
Il sottosegretario Wanda Ferro, tra l’altro, ha risposto alle perplessità presentate dai senatori del PD circa il limite del 40% per determinare l’elezione al primo turno del presidente della Provincia e del Sindaco Metropolitano. Tale soglia – ha precisato la sottosegretaria –
Registra un solo motivo di contrapposizione, legato alla percentuale del 40 per cento per l’elezione del presidente della Provincia e del sindaco metropolitano. Tale soglia, tuttavia – ha sostenuto – è motivata dalla considerazione che quella del 50 per cento non assicura adeguata governabilità, poiché i partiti sono disposti a stringere alleanze anche incoerenti con la sola finalità di raggiungere il ballottaggio.
