I carabinieri della Compagnia di Caserta hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di misura coercitiva emessa dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di 10 persone residenti a Napoli.
I delitti contestati riguardano l’ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe in danno di anziani. Sono stati oltre 50 le truffe consumate e tentate nei confronti di soggetti vulnerabili, dimoranti prevalentemente in Campania e nelle zone del basso Lazio accertate nel corso delle indagini, delle quali i responsabili hanno ricavato un profitto complessivo di oltre 100mila euro in denaro contante, cui va aggiunto il valore di numerosi e preziosi monili e oggetti in oro, consegnati dalle vittime quando non avevano la disponibilità delle somme di denaro richieste. L’attività investigativa era stata avviata nel 2021 ed ha consentito di scongiurare che numerosi tentativi di truffa venissero portati a termine e di procedere anche all’arresto in flagranza di 6 componenti del sodalizio e di deferirne altri 2. In particolare ad Ausonia, il 17 giugno 2021 furono arrestati due soggetti subito dopo aver consumato una truffa in danno di un’anziana dalla quale si erano fatti consegnare con l’inganno monili in oro che furono recuperati e restituiti alla vittima. Il 9 agosto 2021 nel comune di San Giovanni Incarico furono arrestati due soggetti subito dopo aver consegnato una truffa in danno di un’anziana dalla quale si erano fatti consegnare buoni postali per un valore di 25mila euro che furono recuperati e restituiti. Il 16 settembre 2021 nel comune di Casagiove furono arrestati due soggetti subito dopo aver consumato una truffa. Dalla signora si erano fatti consegnare monili in oro e 300 euro in contanti, recuperati e restituiti alla vittima. Le investigazioni hanno consentito di disvelare la stabile e articolata struttura organizzativa del gruppo criminale che aveva un preciso modus operandi. Alcuni si occupavano di individuare le aree dove operare, selezionare le vittime, fornire gli apparecchi telefonici e veicoli utilizzati per commettere le truffe. Altri invece erano gli esecutori materiali. I proventi delle truffe venivano consegnati dagli esecutori materiali ai capi ed agli organizzatori della compagine associativa, questi ultimi appartenenti ad un medesimo nucleo familiare.
