Sora – Anziana va in pronto soccorso ma dimenticano di registrarla, inutili le ore di attesa

Roberta Pugliesi
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(di Roberta Pugliesi) Si sente male e va dal medico curante che le prescrive di recarsi in pronto soccorso per un ricovero immediato (foto).

Accompagnata dalla figlia arriva al Santissima Trinità di Sora dove le viene fatto subito il tampone. Poi l’attesa di otto ore in auto, con un caldo asfissiante poiché nella sala d’aspetto non vi sono posti. Infine dopo otto ore la figlia chiede di firmare le dimissioni per riportarla a casa ma accade l’inimmaginabile. Dell’anziana – che attendeva pazientemente di essere visitata – non c’era traccia nel sistema, non risultava registrata. Questo almeno è quello che si è sentita dire la figlia. È una vera e propria odissea quella vissuta nei giorni scorsi da una 82enne che si era recata, come detto, in pronto soccorso su consiglio del medico di base a cui si era rivolta per una patologia che l’affligge e a seguito della quale non si era sentita bene. Una prassi più che corretta, soprattutto in un momento in cui i pronto soccorso sono affollati e dopo i tanti consigli sulla necessità di rivolgersi in prima battuta proprio al medico curante prima di chiamare il 118. Anche per questo quanto accaduto suscita profonda indignazione. I familiari non escludono di sporgere denuncia affinché quanto accaduto non si ripeta nuovamente. Non è ancora del tutto chiaro cosa sia successo nel reparto ma di certo c’è che la signora è entrata per fare il tampone, compilando debitamente il modulo e le è stato assegnato il codice verde al Triage. Dopodiché di lei si sono perse le tracce, pare sia stata dimenticata. Per otto ore nessuno ha pensato a lei ed anche volendolo fare, nessuno avrebbe potuto visitarla perché nel sistema non era registrata e quindi, scorrendo la lista, il suo nome non sarebbe mai arrivato. “Siamo arrabbiati e sconcertati oltreché dispiaciuti per quanto accaduto alla nostra anziana madre – dichiarano i figli -. Come è possibile che accada una cosa del genere? Fortunatamente non era in gravissime condizioni ma se ci fosse stata un’altra situazione in atto, tale da dover ricevere le cure necessarie tempestivamente cosa sarebbe potuto accadere? Qui non si tratta di attendere il proprio turno, si tratta di non essere stata proprio registrata e quindi avrebbe potuto aspettare anche una settimana paradossalmente il suo turno. Senza contare che non c’erano sedie nella sala d’attesa ed abbiamo chiesto una sedia rotelle che non è arrivata. A quel punto mia madre ha atteso in auto, sotto il sole poiché al fresco non c’era posto. È una vergogna”. Del caso sono a conoscenza anche i carabinieri di Sora che per un caso del tutto fortuito e per altri motivi si trovavano in pronto soccorso in quei frangenti e che quindi hanno assistito all’accaduto. Ci si batte tanto per la costruzione di adeguate politiche di welfare e proposte operative a sostegno delle persone anziane ma nei fatti accadono ancora episodi tanto spiacevoli quanto gravi.
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