“Se non ci pensa il Governo, ci pensi la Regione Lazio è istituisca il salario minimo garantito regionale”. In sintesi, è questo il senso della mozione che il Movimento 5 Stelle alla Pisana ha presentato in Consiglio regionale per chiedere al governatore Francesco Rocca di “riconsiderare le misure messe in campo dal Governo nazionale in termini di politiche del lavoro e riduzione della precarietà e di adottare, per quanto di loro competenza, tutte le misure necessarie, utili a promuovere il potenziamento ed il conseguente aumento dell’efficienza operativa dei Centri per l’Impiego regionali, valutando altresì forme di salario minimo garantito da istituire nel territorio della regione”.
L’iniziativa porta la firma della capogruppo grillina Roberta Della Casa che chiede al Consiglio di approvare la mozione affinché Governatore e Giunta siano impegnati nel promuovere le iniziative a sostegno del lavoro e contro il precariato, sulla scia di quanto in passato è stato fatto a livello nazionale con la riforma dei centri per l’impiego (ora di competenza regionale), che hanno assunto una funzione nuova e più operativa, e con l’introduzione del reddito di cittadinanza. La consigliera Della Casa ripercorre, facendo riferimento alle varie modifiche legislative e norme regionali sopraggiunte, tutto il periodo che va dal varo del ‘jobs act’ nel 2015 fino alle recenti decisioni del Governo Meloni di cancellare, a partire dal prossimo anno, il reddito di cittadinanza. Ricorda in particolare come il “Decreto Dignità” del 2018 “aveva l’obbiettivo, con riferimento al mercato del lavoro, di contrastare il precariato e la delocalizzazione delle aziende, nonché di offrire maggiori tutele ai lavoratori con contratto a tempo determinato” mentre “la nota del DL 28 gennaio 2019 approfondiva il Capo I inerente il Reddito di cittadinanza (Rdc) istituito a decorrere dal mese di aprile 2019, quale misura di politica attiva del lavoro a garanzia del diritto al lavoro e di contrasto alla povertà”. L’ultima legge di Bilancio (2023) modifica però profondamente la misura del Rdc fino ad abolirlo dal prossimo gennaio, mentre per l’anno in corso sarà erogato nel nuovo limite massimo di 7 mensilità. “I provvedimenti del governo, andando nella direzione dei contratti a tempo determinato e nella riattivazione dei voucher previsti dall’ultimo provvedimento statale di finanza pubblica – osserva la consigliera grillina -, ostacolano un’adeguata progettazione di vita autonoma e/o familiare da parte dei giovani e l’interruzione di qualsiasi iniziativa legislativa proposta negli ultimi 5 anni sul tema dell’introduzione del salario minimo può prefigurare scenari di grave disagio sociale verso i quali le regioni possono autonomamente adottare, nell’ambito della propria potestà legislativa, misure concrete di compensazione” per questo chiede al Consiglio di impegnare la giunta regionale affinché nel Lazio si adottino “tutte le misure necessarie a promuovere il potenziamento e l’efficienza dei Centri per l’Impiego, valutando altresì forme di salario minimo garantito da istituire nel territorio della regione”.
