(di Dario Facci) Presentate le liste e finalmente chiaro il quadro della proposta che gli elettori avranno domenica prossima, 18 giugno, nei circoli del Partito Democratico per eleggere il segretario nazionale e i componenti della Segreteria. I candidati alla carica di segretario sono Daniele Leodori, presidente facente funzione della Regione Lazio nell’ultimo periodo della seconda legislatura Zingaretti e Mariano Angelucci.
Possono recarsi presso i circoli del Pd per votare anche i non iscritti al Partito Democratico. In provincia di Frosinone troveranno sulla scheda tre liste: due collegate a Daniele Leodori e una legata a Mariano Angelucci. Le prime due sono: ‘Rete Democratica’ e ‘Leodori a Sinistra’. Rete Democratica è la lista che fa capo a Mancini, il potente parlamentare romano di origini ciociare e al capogruppo del Pd alla Pisana, Ciarla. Nel Frusinate i referenti sono Francesco De Angelis e la consigliera regionale Sarà Battisti. Leodori a Sinistra è una compagine che fa esplicito riferimento alla segretaria nazionale del partito, Elly Schlein ed ha come referente in provincia di Frosinone l’ex parlamentare del Pd Nazzareno Pilozzi. È evidente che le due anime del Pd ciociaro si conteranno ancora una volta. In provincia di Latina le liste collegate a Leodori sono tre: oltre a Rete Democratica (che qui vede referente il consigliere regionale La Penna) sulla scheda ci sono i simboli di ‘con Daniele Leodori il Pd delle Opportunità’ e ‘Lazio Democratico’. La lista legata ad Angelucci che gli elettori troveranno sulla scheda si chiama Lazio Democratica ed è presente sia a Frosinone che a Latina come nel resto della regione. Il risultato per il candidato alla segreteria è considerato scontato data l’enorme disparità delle forse in campo. Il prossimo segretario regionale del Pd sarà Daniele Leodori. La vera lizza sta nei candidati all’assemblea. È li che le forze correntizie del partito si contendono la posta della rappresentanza. Tanto più forte questa sarà tanti vantaggi in più avranno i suoi rappresentanti in termini di incarichi e soprattutto di candidature. Ecco perché l’obiettivo dell’unità del partito risulterà continuamente minato. Un congresso è giustamente esercizio democratico e anche di duro confronto tra parti diverse. Purché non continui a perpetrare la logica dei partiti nel partito che in questi anni hanno distrutto qualsiasi processo costruttivo.
