Per anni un operaio di 50 anni residente a Ceccano aveva vissuto con un tesoretto dentro casa senza esserne a conoscenza. Soltanto alcuni giorni fa l’uomo mentre stava effettuando dei lavori di ristrutturazione nella sua abitazione ha scoperto in una intercapedine una cassetta contenente un centinaio di buoni al portatore del valore di un miliardo delle vecchie lire.
Quei buoni risalgono a prima della seconda Guerra mondiale. Sicuramente a nascondere quelle cedole in quelle intercapedine era stato il nonno, un agricoltore deceduto tantissimi anni fa. Forte il sospetto che l’anziano data la vecchiaia possa aver dimenticato di aver nascosto quei buoni nel muro di casa. Adesso l’operaio si è rivolto agli avvocati Roberto Filardi Graziella Peruzzi e Antonella incitti affinché possano accertare se oggi può avere la possibilità di riscuoterli. Sulla vicenda mi sarebbero discordanze giurisprudenziali in quanto una circolare di banca d’Italia riporta che per la riscossione di tali titoli di credito vi sono 10 anni di tempo. E l’ultimo buono risale al 1961. Certo è che se l’operaio avrà la possibilità di poter riscuotere tutto quel denaro non si tratta di un miliardo delle vecchie lire ma di almeno 4 milioni di euro. Mar. Ming.
