Il sindacato già si fa sentire e l’associazione dei manager scende in campo.
Se ne parla talmente poco che, forse, troppi devono aver pensato che il presidente del Lazio, Francesco Rocca, scherzasse quando ha dichiarato di voler rivoluzionare la sanità. Tutto invece lascia pensare che il Governatore faccia non solo molto sul serio ma anche tanto in fretta. Un catalizzatore importante, ovviamente, potrebbero essere i fondi PNRR che comunque funzionano da volano di spinta quando non da spina nel fianco in tanti casi. Due indizi nelle ultime ore ci riportano alla concretezza della cronaca, fatti alquanto eloquenti. Rocca, presente al forum organizzato dall’ANSA, ha affermato chiaramente di non essere preoccupato per i decorso del progetti in itinere poiché si fida della classe dirigente che ha trovato preparata e attenta. Ha annunciato che, dal 2024, ci sarà un Recup unico in tutta la Regione che includerà anche i privati accreditati. Questi ultimi inoltre dovranno fornire prestazioni al 100%, senza autonomia. Si tratta di un percorso tutto da costruire ma il presidente è fiducioso che questa “piccola” rivoluzione possa vedere la luce con efficienza per il prossimo anno. C’è già un rovescio della medaglia perché, nelle stesse ore, si accendeva il dibattito sindacale proprio sugli stessi temi: la sanità privata accreditata. La Cisl Funzione Pubblica Lazio ha infatti lanciato una richiesta di convocazione urgente, anzi immediata, alla Regione Lazio “per discutere della difficile situazione che il comparto sanitario continua a vivere”. Secondo la Cisl FP Lazio nella nostra regione “sono troppe le strutture private accreditate in grave carenza organica”. Un fatto, verrebbe subito da pensare, che contrasta con l’esigenza di maggiore impegno ed efficienza preteso dal Governatore. Una proposta di sostegno e una discussione sulla riforma del sistema sanitario regionale è piovuta, inoltre, da Federmanager. L’organizzazione che rappresenta qualcosa come 20.000 manager industriali del Lazio è intervenuta direttamente nella questione con un convegno pubblico intitolato “Sanità Domani: Strategie per migliorare il Sistema Sanitario”. Al convegno hanno partecipato importanti esponenti del settore e decisori politici. Tra i quali, soprattutto, il presidente Rocca. Con lui anche Andrea Costa, esperto del Ministero della Salute in strategie di attuazione del Pnrr; Elena Bonetti, Componente XII Commissione Affari Sociali della Camera; Alessandro Cattaneo, Componente XIV Commissione Politiche dell’Unione Europea della Camera; Ylenia Zambito, Componente 10° Commissione Affari Sociali del Senato; Armando Indennimeo, Presidente ASSIDAI; Marcello Garzia, Presidente FASI; Giacomo Gargano, Presidente Praesidium; Simona Signoracci, Presidente Fondazione Vises; Maria Stella Giorlandino, Presidente Fondazione Artemisia, Guido Quici, Presidente CIMO-FESMED e, in chiusura Stefano Cuzzilla, Presidente nazionale Federmanager. “Il Presidente Rocca – ha ricordato Zei – ha detto che con oltre 22 miliardi di debito che pesano sul bilancio della Regione, la situazione dei Pronto Soccorso, le liste d’attesa, la carenza di personale sanitario e tutto ciò che ne consegue, occorre un intervento urgente e coraggioso. Federmanager Roma si propone alle Istituzioni locali come partner attivo anche sui progetti PNRR per costruire insieme un’azione corale e risolutiva che inverta la rotta del Sistema Sanitario Regionale e quindi nazionale. Zei ha poi sottolineato l’importanza dei fondi sanitari “poiché sgravano il Servizio Sanitario Nazionale da un considerevole volume di impegni” ed ha auspicato degli sgravi fiscali alle casse private “in questo modo – ha aggiunto – si produrrebbe un aumento delle coperture sanitarie private, con un alleggerimento aggiuntivo per il Ssn certamente superiore ai volumi degli sgravi concessi”. C’è tutto un mondo, importante, che si muove intorno al progetto di riforma della Sanità che ha in mente Rocca. Un’impresa biblica, a ben pensarci, che non potrà essere immediata. Per le province, molto più che per la Capitale, sarebbe ora che qualcosa cominciasse davvero a vedersi con una rapidità ben diversa che in passato.
