Sparatoria per una mancata precedenza, il 43enne ciociaro potrebbe aver agito per legittima difesa

Marina Mingarelli
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Sparatoria nella capitale a seguito di una mancata precedenza. L’avvocato Roberto Capobianco che difende il ceccanese di 43 anni accusato di tentato omicidio punterà a dimostrare che il suo assistito ha agito per legittima difesa.

Ad avvalorare la sua tesi il fatto che la persona ferita è stata colpita alle gambe. Se soltanto avesse voluto uccidere bastava mirare nella zona del cuore. Questo però non è stato fatto. Nei prossimi giorni il ceccanese accompagnato dal suo difensore Roberto Capobianco verrà sottoposto ad interrogatorio da parte del magistrato inquirente. I fatti come si ricorderà sono avvenuti l’altro pomeriggio in una strada di San Basilio nella capitale. Il ceccanese dopo aver superato un semaforo avrebbe cominciato a litigare con un automobilista che a suo dire si era comportato in modo scorretto. Ma dalle parole grosse si è passati subito alle mani. Dopo la colluttazione però l’automobilista ha chiamato alcuni suoi amici per telefono. Quando il 43enne si è visto accerchiato da più persone è tornato in macchina e dal cruscotto ha prelevato una pistola. Subito dopo avrebbe cominciato a fare fuoco. E proprio in quel frangente è stato colpito uno dei ragazzi che era andato in aiuto dell’amico. A seguito del ferimento il ceccarese è stato arrestato per tentato omicidio. Al momento si trova presso una casa circondariale di Roma. Mar. Ming
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