Alatri – Il Vescovo ricorda Thomas durante la veglia per la Pentecoste

Andrea Tagliaferri
3 MIn Lettura
Prosegue la vicinanza di Monsignor Spreafico alla popolazione alatrense duramente colpita dalla tragedia del barbaro omicidio. “Apriamoci agli altri, parliamo e veniamoci incontro l’un l’altro”.

La chiesa parrocchiale di Mole Bisleti giovedì scorso era gremita dei giovani provenienti dai Centri vocazioni delle diocesi di Anagni-Alatri e Frosinone-Veroli-Ferentino. Tutti chiamati a raccolta da S.E. per l’incontro in preparazione alla Pentecoste e come in ogni occasione da mesi, il Vescovo non ha perso l’occasione di fare riferimento alla tragedia di Thomas Bricca. Erano presenti anche alcuni familiari del giovane ucciso quattro mesi fa e i suoi migliori amici. “Nel caos lo spirito di Dio aleggiava sulle acque – ha raccontato ai presenti Mons. Spreafico – e lo Spirito dà vita, rende il caos un’armonia nella diversità. Il nostro mondo è un po’ un caos: la guerra, il Covid, la violenza, l’uccisione di Thomas ad Alatri, la violenza delle parole, sui social, di chi picchia gli altri. E’ un po’ un caos perché tante volte non si diventa creatori di armonia; per questo abbiamo bisogno dello Spirito e siamo qui, perché da soli lo Spirito non ce lo diamo: è un dono, già dal Battesimo e poi con la Cresima”. Il presule ha poi voluto ricordare quanto accaduto ad una sua amica che, rivolgendosi alla responsabile di un istituto per anziani sulla possibilità e l’utilità di celebrare Messa nella struttura, le disse: “Voi cercate di curare il corpo, ma la Messa cura l’anima”. S.E. ha preso spunto da questo episodio per ricordare a tutti che “…oggi abbiamo bisogno di essere curati dentro”. Poi una non tanto velata critica al mondo social e alla dipendenza che esso crea: “…e si potrebbero aggiungere tante cose – ha ripreso Spreafico – perché oggi siamo tutti whatsappisti, ma non si vive così, si vive di Spirito e di Parola, perché i cristiani vogliono essere uomini e donne che ascoltano, che parlano”. “Siamo qui – ha concluso Sua Eccellenza – perché abbiamo capito che abbiamo bisogno di ascoltarci, di vederci, di guardarci in faccia; c’è bisogno di qualcuno che cammini con te, ascolti e parli”.
Condividi questo articolo
Nessun commento