Pensionato morto dopo un intervento chirurgico per la sostituzione di una protesi all’anca, il pubblico ministero ha chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di un cardiologo, un anestesista, un ortopedico e una caposala. Tutti e quattro sono accusati del reato di omicidio colposo.
I fatti risalgono al 2019 quando un pensionato di 82 anni residente a Ferentino, si era recato in una clinica romana per essere sottoposto ad un intervento chirurgico per la sostituzione di protesi dell’anca. Purtroppo il decorso post operatorio è stato devastante. E siccome il suo stato di salute peggiorava di giorno in giorno, dalla clinica privata avevano deciso di trasferirlo presso l’ospedale “San Camillo” di Roma. Ma l’anziano nel nosocomio romano è rimasto soltanto per poche ore, poiché è morto dopo il ricovero. Secondo quanto emerso dall’esame autoptico il paziente sarebbe deceduto a causa di una emorragia interna. Forte il sospetto che a scatenare quella emorragia potesse essere stato un farmaco anticoagulante che l’anziano stava assumendo. Secondo quanto riportato dalle linee guida quel medicinale andava sospeso almeno quattro giorni prima dell’intervento. I familiari che si sono affidati agli avvocati Vanessa D’Arpino ed Antonio Perlini sono convinti che il loro congiunto sia stato vittima di un caso di malasanità e che quel decesso sarebbe da attribuire ad un comportamento superficiale da parte di chi lo teneva in cura. Il prossimo 9 giugno il gup dovrà pronunciare il suo verdetto Mar.Ming.
