Roma – Furto di apparecchiature cinematografiche per 20mila euro, ladri individuati

Chiaro 11
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Gli agenti della Polizia di Stato del XIV Distretto di Primavalle, a seguito di approfondite indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno proceduto all’esecuzione di un’ordinanza di applicazione della misura cautelare personale emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma, nei confronti di 2 persone gravemente indiziate del reato di furto su autovettura di apparecchiature fotografiche e cinematografiche del valore di 20.000 euro.

Sono ancora in atto attività investigative per risalire all’identità di un terzo uomo, complice dei due, datosi alla fuga. L’indagine è scaturita da una denuncia presentata il 3 marzo scorso da un italiano presso gli Uffici del XIV Distretto. Qui la persona offesa ha riferito che il 21 gennaio precedente si era recato presso un supermercato sito in zona Torrevecchia e aveva parcheggiato la propria auto all’interno del parcheggio. L’uomo, di ritorno, dopo pochi minuti, si era reso conto che ignoti erano riusciti ad aprire lo sportello ed asportare le numerose apparecchiature fotografiche ivi presenti, tra cui una fotocamera, un drone, alcuni obiettivi per fotocamere, uno spallaccio, un monitor e una valigetta con diversi attrezzi, il cui valore complessivo ammontava a circa 20.000 euro. A seguito delle immediate indagini avviate dagli investigatori, e grazie alla disamina delle immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza, è apparso evidente sin da subito che il modus operandi utilizzato dagli autori era frutto di una collaudata tecnica pianificata e non di un’azione singola e improvvisata. Tale ipotesi è stata confermata dall’aver appurato la presenza di un’autovettura utilizzata dai soggetti per seguire i movimenti della vittima prescelta fino al supermercato e per trasportare il materiale precedentemente rubato. La visione delle immagini ha permesso quindi di risalire all’identità dei due autori, mentre del terzo continuano le ricerche. La Procura inquirente, con gli elementi di prova raccolti, ha chiesto al Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma l’emissione di una misura cautelare nei confronti degli indagati. Il GIP ha accolto tale richiesta ed ha emesso a carico di entrambi la misura cautelare degli arresti domiciliari, sostituita per uno dei due con quella della misura della custodia cautelare in carcere, non avendo lo stesso acconsentito all’applicazione del braccialetto elettronico.
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