(di Cesidio Vano) Altro che polveri sottili. Quella che si sta innalzando su Roma, per l’entrata in funzione della nuova maxi Ztl (Zona a traffico limitato), è una vera e propria tempesta di sabbia, che rischia di far perdere l’orientamento e la giusta rotta. E dopodomani cittadini e forze di opposizione manifesteranno sotto il Campidoglio.
Come abbiamo già scritto qui (https://www.tg24.info/roma-ztl-fascia-verde-al-via-linstallazione-dei-nuovi-varchi/), Roma Capitale entro i prossimi mesi renderà operativi i nuovi 51 varchi che delimitano la vasta area (21 chilometri di perimetro) a traffico limitato nel centro. Misura indispensabile per fronteggiare lo smog e imposta dalla normativa regionale contro l’inquinamento dell’aria. Ma l’annuncio delle nuove regole (Euro 0, 1 e 2 benzina ed Euro 1, 2 e 3 diesel non potranno più entrare né parcheggiare all’interno del perimetro Ztl e da novembre 2023 anche i diesel Euro 4 saranno banditi) ha causato proteste a non finire da parte di molti cittadini e dell’opposizione di centrodestra in Campidoglio. Infatti, si stima che siano circa 350.000 le automobili che non potranno più circolare nella Capitale. Non solo: non potranno neanche essere tenute ferme sotto casa nell’area a traffico limitato. Una restrizione che ha mandato su tutte le furie decine di migliaia di cittadini che si ritroverebbero così costretti a dover cambiare auto, cosa che non vogliono o non possono proprio fare. In un incontro tra alcuni residenti e i consiglieri del XV Municipio, il clima si è fatto subito rovente: “Io posso anche averceli i soldi per acquistare una nuova auto – ha detto una signora – ma sono io a decidere quando e se cambiarla, sono io a decidere dove e come usare la mia auto. Sapete dove potete mettervela la città dei 15 minuti?!” ha gridato una delle residenti intervenute contro una consigliera, mentre sui social si organizza la protesta e la raccolta firme. Proprio l’assenza di un servizio decente di trasporto pubblico è uno dei motivi principali della protesta: “Provate a prendere tutti i giorni i mezzi pubblici poi ne riparliamo” hanno detto i cittadini ai rappresentanti del Comune. “Come faccio ad andare a lavorare alle due di notte?” ha chiesto un altro. Ma a protestare sono anche gli studenti che lamentano i costi e i tempi più lunghi necessari per muoversi con i mezzi pubblici. Insomma, tanti malumori che hanno consigliato all’amministrazione guidata dal sidnaco Roberto Gualtieri di rivedere l’eccessiva rigidità dei divieti introdotti e coinvolgere maggiormente la Regione (anche per tentare di avere una sponda nel centrodestra). Il Comune, infatti, dopo protese e raccolta firme, ha istituito un tavolo tecnico per valutare possibili rimodulazioni delle misure. Allo studio ci sono delle deroghe per i lavoratori e per alcune categorie di veicoli, insieme ad una possibile revisione del perimetro, lì dove limita la possibilità di sfruttare i necessari parcheggi di scambio con i mezzi pubblici. Nei giorni scorsi si è parlato di un “asse tra il Comune e la Regione, con il sindaco Roberto Gualtieri e il governatore Francesco Rocca uniti per disinnescare la mina Ztl, consentendo alcune deroghe come quella che si sta per concedere ai camion dell’industria dell’audiovisivo. Si pensa, poi, a garantire un carnet di ingressi gratuiti ai lavoratori meno abbienti e appartenenti alle categorie economiche che più si muovono su quattro ruote (i padroncini per le consegne o i piccoli artigiani). Dovrebbe essere permesso l’ingresso nella Ztl anche ai veicoli bifuel a Gpl, al momento esclusi. Nel frattempo, l’opposizione consiliare di centrodestra sale sulle barricate e annuncia manifestazione di protesta e ricorso al Tar. Fabrizio Santori, capogruppo della Lega a Roma e promotore della petizione online contro la Ztl, che ha raggiunto quasi 70 mila firme, ha annunciato: “Nessun ritocchino né misure tampone, no a tentativi maldestri di proposte discriminatorie contro i romani e il diritto alla mobilità. La delibera deve essere revocata e aperto un tavolo di confronto sul provvedimento con i comitati No Ztl, le associazioni dei consumatori e di categoria per accogliere realmente le proposte che giungono dai territori, dalle parti produttive, dai cittadini comuni. Fino ad ora la giunta Gualtieri ha deciso a colpi di delibere di giunta e di ordinanze sindacali senza alcun confronto democratico. Fermeremo questa dittatura pseudo ambientalista, continueremo a dire no all’intollerabile delirio eco-chic. Ora, oltre a raggiungere le 100.000 firme, riteniamo sia giunto il momento di proseguire la nostra azione in modo piu’ visibile e determinato. Per tali motivi – ha concluso Santori – abbiamo indetto e organizzato, insieme al Comitato No Ztl Roma, la manifestazione di mercoledi’ 10 maggio alle ore 17 in piazza del Campidoglio dove hanno già aderito centinaia di associazioni e di cittadini comuni» Altro che polveri sottili. Quella che si sta innalzando su Roma, per l’entrata in funzione della nuova maxi Ztl (Zona a traffico limitato), è una vera e propria tempesta di sabbia, che rischia di far perdere l’orientamento e la giusta rotta. E dopodomani cittadini e forze di opposizione manifesteranno sotto il Campidoglio.
