Rocca: “Così non va!” e vuole rivoluzionare la Sanità del Lazio

Dario Facci
5 MIn Lettura
(di Dario Facci) Un interrogativo turba i sonni del comparto sanitario del Lazio da un paio di giorni a questa parte: cosa avrà voluto dire il presidente Rocca quando ha parlato di “scelte dolorose” e di “riorganizzazione profonda” nella sanità del Lazio in occasione del suo discorso agli Stati Generali della Professione Farmaceutica Ospedaliera e Territoriale all’interno del Sistema Sanitario Nazionale?

Per completezza, nella nota inviata dall’Ufficio Stampa di Rocca il virgolettato suona esattamente così: “Paghiamo lo scotto di una disattenzione verso la Sanità laziale che dura da molti anni e chi ci rimette di più sono, come sempre, le persone fragili. L’accesso alla salute non è universale in questo territorio. Non si può dire che a Latina o a Frosinone ci sia lo stesso sistema di cure rispetto a Roma. Per risolvere questo problema sono chiamato a scelte dolorose: ciò significa operare una riorganizzazione profonda. Occorre instaurare un nuovo rapporto con le aziende ospedaliere. Bisogna ripensare tutto in maniera organica (…).” Come si converrà, le dichiarazioni del Governatore, che dall’inizio del suo mandato, quando ha tenuto per sé la delega alla Sanità, sono tutt’altro che tranquillizzanti. Rocca ha denunciato una situazione debitoria e un disavanzo gestionale che ritiene molto preoccupanti, tanto che dapprincipio aveva addirittura paventato la necessità di un ritorno al commissariamento. Ora ha denunciato ufficialmente (cosa che tutti i cittadini delle province sanno benissimo ma nessun amministratore regionale al governo aveva mai ammesso fino ad ora) che il divario tra l’accesso ai servizi sanitari tra la Capitale e le province è elevato. Anzi, Rocca ha calcato la mano affermando che a Roma o nelle province di Latina e Frosinone “non c’è lo stesso sistema di cure”. Ha sferrato poi una vera e propria mazzata alle certezze di ogni gestione quando ha detto: “Per risolvere questo problema sono chiamato a scelte dolorose” e poi “significa operare una riorganizzazione profonda” e ancora “bisogna ripensare tutto in maniera organica”. Avevamo dato per prima, poco più di un mese fa, la notizia che il presidente Rocca aveva istituito un nucleo ispettivo per la Sanità che potesse intervenire direttamente, per capire cosa accadesse davvero, in occasione di gravi disservizi o casi di malasanità presso gli ospedali. Qualcosa del genere sta pensando anche per quanto riguarda l’organizzazione della gestione delle aziende. Una possibilità tanto più concreta se si pensa che quella gestionale è una sua competenza diretta, mentre quella dell’ispezione per i servizi sanitari è aggiuntiva a quella ministeriale. E allora nessuno, nelle aziende sanitarie, può dormire sonni tranquilli. Cosa intenderà Rocca per ripensare tutto in maniera organica? L’ultima volta che si fecero discorsi del genere (ma era ancora in atto il commissariamento) correva l’anno 2015, era stata appena approvata una legge che lo permetteva, e imperava nei titoli dei giornali il progetto di accorpamento delle Asl di Frosinone e Latina. Un accorpamento solo gestionale, si affaccendavano a ripetere dalla Regione. Cioè processi di condivisione soprattutto da un punto di vista amministrativo. Si parlava della gestione dell’acquisto di beni e servizi (ad es. pulizie, vitto, etc.) e di dispositivi medici. Ora questa ipotesi non è stata avanzata da nessuno, sia chiaro. Ma spesso, quado si parla di riorganizzazione dei servizi pubblici, si pensa a soluzioni che permettano di ottenere risparmi e, allo stesso tempo, ottimizzare le prestazioni. La tendenza è sempre a semplificare, a ridurre i centri decisionali. Oppure cosa avrà in mente il presidente Rocca? Lo scopriremo presto. Intanto non si può che salutare con soddisfazione il riconoscimento della sofferenza delle province rispetto al capoluogo/capitale. Un’operazione verità che, da sola, costituisce un primo, deciso, cambiamento.
Condividi questo articolo
Nessun commento