L’imposta di affissione relativa ai manifesti funebri è un argomento controverso, in effetti in tutta la penisola: un diritto comunale che, nel tempo, le diverse manovre finanziarie, su sollecitazione delle agenzie di categoria, hanno voluto distinguere rispetto all’imposta prevista per i manifesti pubblicitari.
Per capire al meglio la tematica ci siamo rivolti alla FENIOF, Federazione Nazionale Imprese Onoranze Funebri, con sede a Bologna, la cui segreteria ci ha fornito uno studio mirato. In sostanza la domanda che ci siamo posti è se i diritti fissi sull’affissione degli epigrafi siano legittimi oppure no. In definitiva la legge prevede che per gli annunci mortuari, non avendo contenuti o fini promozionali, non possa realizzarsi il presupposto impositivo che legittima l’applicazione del diritto sulla pubblicità per cui rimangano fuori dal campo di attribuzione dell’imposta. I manifesti funebri sono soggetti alla misura ridotta, ovvero della metà della somma del diritto sulle affissioni, qualora il committente si rivolga al servizio comunale delle pubbliche affissioni oppure al concessionario. L’affissione negli spazi riservati è esente dall’imposta. È quanto stabilito dal Ministero delle Finanze, le cui linee guida sono state confermate anche dalla giurisprudenza in materia. Detto ciò, il Comune è tenuto a vigilare sulla corretta osservanza delle disposizioni legislative e dei regolamentari. Alle violazioni ovviamente conseguono sanzioni amministrative, così come si applicano le more per l’omesso o tardivo pagamento dell’imposta o delle singole rate di essa. In realtà il dato che emerge è che i Comuni organizzano il servizio come vogliono, con criteri normalmente riportati nel regolamento comunale. Relativamente ad Arpino? Sul sito ufficiale c’è il regolamento approvato con delibera del 22 maggio 2014. Nel documento si legge, per l’esattezza l’art.38 bis, “le ditte di onoranze funebri sono autorizzate all’affissione diretta dei manifesti funebri previo inoltro della richiesta su apposito modello… Le ditte di onoranze funebri debbono corrispondere entro 5 giorni lavorativi dalla venuta affissione il diritto previsto, a titolo di contribuzione per gli oneri spesi dall’Ente derivanti dal defissaggio e manutenzione delle bacheche… In caso di mancato rispetto delle prescrizioni descritte, l’affissione sarà considerata abusiva con conseguente provvedimento sanzionatorio ad opera del Comune”. Ebbene, ci sono agenzie che hanno un debito considerevole con il Comune di Arpino: più di 22mila euro, un insoluto che va ben oltre i 5 giorni previsti, che di certo non si cumula in un paio di mesi, nemmeno in un paio di anni in effetti. Altre imprese sono scoperte per cifre minori ma comunque consistenti, per ulteriori 10mila euro. Gli incaricati pretendono il diritto e fanno la voce grossa. Quando si risolveranno queste “trattative”? Sappiamo bene che se il Comune vanta un credito, quelli sono soldi dei cittadini. A seguito delle diverse sollecitazioni dell’OSL, la Commissione Straordinaria di Liquidazione, a fine marzo il servizio di supporto per l’accertamento, la liquidazione e la riscossione, specificando la riscossione ordinaria e coattiva, della tassa per pubblicità, affissioni e occupazione di aree pubbliche, è stato affidato ad una società privata che già collabora con il Comune di Arpino per le altre imposte. Forse questi soldi rientreranno nelle casse comunali. Sara Pacitto
