Regione – Sanità: nuovi debiti per 27 milioni e il Pd interroga Rocca sul perché voglia controllare tutte le assunzioni

Cesidio Vano
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(di Cesidio Vano) Deficit sanitario e debiti: nel Lazio la situazione è grave ma pare non sia ancora seria. La Regione corre ai ripari: paga 27 milioni di ‘buffi’ dovuti a un centinaio di sentenze di condanna emesse tra il 2017 e il 2022 (al 90% si tratta di debiti sanitari) e corre ad incrementare le risorse per coprire il deficit delle Asl che, in 50 giorni, è già cresciuto a dismisura, passando da 216 a 218 milioni di euro. Nel frattempo, il Pd interroga Rocca e chiede di spiegare perché ha deciso di mettere il guinzaglio ad aziende sanitarie ed ospedaliere, vietando nuovi contratti di assunzione o consulenze senza il preventivo benestare della Direzione regionale Sanità.

Debiti fuori bilancio per oltre 27 milioni euro Lo scorso 28 febbraio, la Giunta regionale presieduta dal governatore Francesco Rocca ha presentato la necessaria proposta di legge per il riconoscimento e la copertura dei debiti fuori bilancio generati da 103 sentenze di condanna per beni, servizi e attività non pagate dalle varie direzioni regionali. Si tratta il più delle volte di crediti acquisiti da società specializzate nel recupero che hanno portato la regione davanti ai giudici. Debiti per un totale di 27.559.431,20 euro di cui 26.329.915,15 relativi a mancati pagamenti connessi con il servizio sanitario regionale. Il grosso dei ‘buffi’, infatti fa capo alla Direzione salute e integrazione sociosanitaria e riguarda proprio il Ssr. Per far fronte a tali debiti si attingerà per l’importo necessario dal fondo rischi iscritto nella contabilità della Gestione sanitaria accentrata. Mentre, per il pagamento del restante 1.229.516,05 si attingerà al fondo rischi per le spese legate al contenzioso. Per il riconoscimento dei debiti fuori bilancio la Regione deve approvare un’apposita legge, da qui l’iniziativa dell’esecutivo. Si tratta della prima legge di riconoscimento dei debiti del 2023, nel 2022 ce ne è stata già un’altra, due leggi nel 2020 e tre nel 2019. Le sentenze di condanna sono 103 e giungono dalle più svariate giurisdizioni del Lazio (a partire dai giudici di Pace) ai tribunali maggiori sia regionali che del resto d’Italia. Il debito più cospicuo (oltre 15 milioni di euro) è con due società di recupero crediti Astrea Due Spv Srl e Special Gardant Spa; il più basso (appena 80 euro) è per una sentenza della Giustizia tributaria relativa ad un bollo auto. Deficit sanitario, servono già atri 2 milioni di euro Nel corso della stessa seduta di Giunta regionale che ha deliberato i rimedi per i debiti fuori bilancio, l’Esecutivo ha anche approvato un’altra proposta di legge per integrare lo stanziamento da 216 milioni, già deciso con la legge di Stabilità votata il 30 marzo scorso, con altri due milioni di euro, per coprire il disavanzo sanitario generato da Asl e Aziende ospedaliere e ora ricalcolato il 218 milioni di euro, con proiezione a fine anno prossima a 600 milioni. Proprio per contenere la spesa sanitaria fuori controllo, il governatore Francesco Rocca, ha disposto che aziende sanitarie e ospedaliere del Lazio non possano procedere a nuove assunzioni o affidamento di incarichi e consulenza senza la preventiva approvazione della Regione: una misura temporanea, in questa fase di analisi di spesa, bilancio e pianificazione dei budget finalizzata proprio fare il punto della situazione ed evitare che a fine anno si forino i 600 milioni di deficit. Il Pd interroga Rocca: “Così si viola l’autonomia delle Asl” I Consiglieri regionali del Partito democratico Elena Droghei e Massimiliano Valeriani hanno presentato la scorsa settimana un’interrogazione consiliare per conoscere le motivazioni che hanno spinto all’adozione della determinazione che inibisce ad Asl e Aziende ospedaliere di effettuare in autonomia nuove assunzioni e contratti. I due consiglieri, richiamato il contenuto del provvedimento osservato, ricordano che, in base alla legge nazionale spetta alle Asl che hanno propria personalità giuridica e autonomia imprenditoriale; che le regioni disciplinano solo i criteri per la definizione della dotazione organica, degli uffici dirigenziali, nonché i criteri per la mobilitazione del personale in esubero e che tutti i poteri di gestione nonché la rappresentanza dell’unità sanitaria locale sono riservati al Direttore Generale, quindi chiedono al governatore di spiegare le ragioni “che hanno spinto all’adozione della Determinazione G05286 nonostante questa risulti in contrasto con la normativa nazionale vigente in materia sanitaria, senza considerare gli effetti che l’adozione di questo atto dirigenziale avrà sul sistema sanitario, rischiando di ingessare le migliaia di assunzioni che ogni anno vengono fatte per il funzionamento delle Asl e delle aziende ospedaliere e considerando inoltre che sia il turn over che le stabilizzazioni non rappresentano per le aziende spese aggiuntive ma di mantenimento”.
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