Arpino – Dalla Spagna all’Italia, la Terra di Cicerone ospita Raúl: i nostri figli e l’amicizia che non ha confini

Sara Pacitto
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Un bellissimo esempio di amicizia “genuina”, che va oltre migliaia di chilometri di distanza, la lingua diversa, le differenti abitudini.

Lorenzo Maria Iafrate di Arpino, Raúl Rubio Aliaga di Herrera Del Duque, Madrid, Spagna: i due adolescenti si sono conosciuti grazie al progetto “Erasmus+”, un’opportunità offerta dalla scuola, per l’esattezza l’I.C. Sora 2 “Riccardo Gulia”. Lorenzo Maria frequenta la classe II della secondaria di primo grado, plesso Carnello, Raúl studia nell’“IES, Instituto de Educaciòn Secundaria Benazaire” di Herrera Del Duque. Lorenzo Maria è stato ospite della famiglia spagnola, dal 13 al 18 marzo scorso, Raúl è stato ospite della famiglia italiana più di recente, dal 16 al 21 aprile. I due ragazzi hanno avuto modo di coltivare quella che è stata sin da subito un’amicizia spontanea, sentita, condivisa: affiatati, legati da un’intesa straordinaria, Raúl e Lorenzo Maria hanno vissuto con entusiasmo ogni attimo delle rispettive giornate previste dal progetto, sia a Madrid che in Ciociaria. Raúl è in assoluto il primo studente adolescente del progetto “Erasmus+” che la Terra di Cicerone abbia accolto: con gli occhi pieni di meraviglia, il 12enne ha visitato il centro storico della città, ammirandone i monumenti ed i luoghi più caratteristici, l’Acropoli di Civitavecchia, la casa natale di San Francesco Saverio Maria Bianchi, i musei. Il sindaco Renato Rea ha fatto da Cicerone. Non è mancata l’attenzione del rione: una particolare iniziativa del Quartiere Arco, del presidente Arnaldo Forte e dei “boys” che hanno voluto conoscere il giovane e fargli un prezioso dono, “adottandolo” così nella tifoseria bianco/verde: a Raúl è stato regalato il foulard dell’Arco, con i simboli peculiari del quartiere, lo ha portato intorno al collo nel suo rientro a Madrid. Un sentito ringraziamento anche alla squadra di calcio ASD Nuova Broccostella che, con piacere, ha concesso all’ospite di allenarsi e giocare sul campo insieme agli altri atleti. Evviva l’inclusione, evviva l’amicizia, evviva la disponibilità, la spontaneità l’affiatamento dei nostri figli che guardano al mondo senza porsi limiti quando, purtroppo, le barriere concettuali ed ideologiche sono ancora un peso, un impedimento che ci trasciniamo dietro e che rallentano la crescita delle nuove generazioni. Sara Pacitto
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