Acqua, Verdi e Sinistra all’attacco: “Il raddoppio del Peschiera mette a rischio tre fiumi”. Presentata un’interrogazione in Regione

Cesidio Vano
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“Acea preleva troppa acqua dalle sorgenti del Peschiera e del Velino. Quei fiumi, assieme al Farfa, rischiano di ‘morire’ perché non viene garantito il deflusso minimo vitale”. A lanciare l’allarme è il consigliere regionale del Lazio del gruppo ‘Verdi e Sinistra – Europa Verde – Possibile’, Claudio Marotta, che segnala l’intenzione del gruppo Acea di aumentare il prelievo idrico, tramite l’acquedotto Peschiera-Velino di ulteriori 4.000 litri al secondo, giungendo ad un massimo di 13.000 litri al secondo rispetto agli attuali 9.000 per garantire l’erogazione idrica su Roma e provincia e nel Viterbese.

L’esponente del partito verde ricorda inoltre che, secondo il Consiglio Nazionale delle Ricerche, una percentuale fra il 6% ed il 15% della popolazione italiana vive ormai in territori esposti a siccità severa o estrema e già negli anni passati, anche la Regione Lazio, ha avanzato richieste di stato di calamità naturale a seguito della siccità non più solo stagionale, al punto da essere inserita dai report dell’Osservatorio ANBI sulle risorse idriche come Regione a rischio e che quindi, al fine di tutelare la città di Roma e la sua area metropolitana sull’approvvigionamento di acqua potabile, il Governo Draghi ha inserito il progetto di raddoppio dell’acquedotto Peschiera nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)”. L’acquedotto in parola, che attinge l’acqua dalle sorgenti del Peschiera e delle Capore in provincia di Rieti, garantisce circa l’80% dell’approvvigionamento idrico necessario a Roma e all’intero territorio della Città metropolitana. A gestore tale acquedotto è la società Acea Ato2, gestore del servizio idrico integrato nell’Ambito territoriale della Capitale e dell’ex provincia di Roma. E, proprio Acea Ato2 – come ricorda il consigliere Marotta -, stando ai documenti di programmazione e in seguito all’adeguamento di concessione, “per soddisfare le future esigenze dell’Ato2 Roma e dell’Ato1 Viterbo, aumenterà la portata delle captazioni fino ad un massimo di 13.000 litri al secondo, rispetto all’attuale utilizzo di circa 9.000 litri al secondo, che si sommano ai circa 4.500 litri al secondo prelevati mediamente dalle sorgenti Le Capore a scapito del Deflusso Minimo Vitale del fiume Farfa”. Il timore espresso dall’esponente del partito ambientalista è quello che possa così ridursi inesorabilmente la portata di magra dei fiumi Peschiera e Velino. Spiega sul punto Marotta: “tale progetto, anche modificando le opere di captazione, comporterà nell’immediato non solo un aumento di portata dell’acquedotto, ma congiuntamente agli effetti dovuti al cambiamento climatico ridurrà inesorabilmente la portata di magra dei fiumi Peschiera e Velino; è ipotizzabile che un prelievo di siffatta portata lascerebbe nel letto dei fiumi Peschiera e Velino appena 2.000 litri d’acqua al secondo (quota inferiore al Deflusso Minimo Vitale) visti i dati della stessa ACEA ATO 2 secondo cui la portata in sorgente del Peschiera è di 15.000 litri al secondo”. Per tutte queste ragioni, il consigliere regionale si è rivolto all’assessore regionale all’Ambiente Elena Palazzo per sapere: “in che modo la Regione Lazio pensa di assicurare il rispetto del Deflusso Vitale ed Ecologico dei fiumi Farfa, Peschiera e Velino alla luce delle attuali e future nuove captazioni che alimenteranno il Sistema Acquedottistico Peschiera-Le Capore; se si ritiene utile, alla luce dei nuovi progetti in itinere, avviare una pianificazione partecipata a cominciare dall’aggiornamento del Piano Regolatore Generale Acquedotti (PRGA), avviando nel più breve tempo possibile la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e orientando il PRGA a soddisfare tutti i fabbisogni idropotabili, fissando quindi, anche degli obiettivi di riduzione delle perdite e avviare l’iter per la revisione del Disciplinare e della Convenzione che disciplina la concessione a favore di Acea anche prevedendo un maggiore controllo pubblico sulla gestione della stessa; se, rispettando il principio di solidarietà idrica ed in una logica di condivisione con le istanze territoriali da tempo in agitazione, non sia utile chiedere al Commissario Straordinario per il “Sistema idrico Peschiera” e alla commissione tecnica PNRR-PNIEC presso il MITE di sospendere i procedimenti di VIA in corso e di avviare immediatamente l’obbligatorio “dibattito pubblico” per il complessivo progetto di “Messa in sicurezza e ammodernamento del sistema idrico del Peschiera (Lazio)”. Cesidio Vano
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