FOCUS – Aprile 1993: Craxi sotto una pioggia di monetine, il terremoto Mani Pulite

Chiaro 11
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(di Alessandro Iacobelli) La sera del 30 aprile 1993 le fondamenta della Prima Repubblica in Italia di fatto crollarono. Una data simbolica per sintetizzare quello che accadeva già dal fatidico 1992 con l’inchiesta monstre di Tangentopoli, o Mani Pulite, che in un batter di ciglia spazzò via una intera generazione politica.

Una anonima giornata di primavera capitolina si trasformò, verso la sera, in una contestazione furibonda nei confronti di un uomo ormai solo al comando: Bettino Craxi. Il leader del PSI fu bersagliato da insulti, lancio di monetine ed altri oggetti contundenti all’uscita di un noto Hotel situato nel centro cittadino a due passi da Piazza Navona. Motivo sostanziale del contendere? Il giorno prima il Parlamento negò l’autorizzazione a procedere proprio contro l’ex Presidente del Consiglio (dal 1983 al 1987) in relazione ad alcuni procedimenti giudiziari a lui collegati. Il pool di magistrati era composto da Antonio Di Pietro, Gherardo Colombo, Piercamillo Davigo, Francesco Saverio Borrelli, Gerardo D’Ambrosio, Tiziana Parenti, Francesco Greco, Ilda Boccassini e Armando Spataro. “Finanziamento illecito dei partiti”, questa la frase chiave di una vicenda che scrisse la storia italiana all’inizio dell’ultimo decennio del ‘900. Un terremoto socio-politico che in molti ricordano, altri studiano sui libri, altri ancora ne furono travolti.
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