La Madonna che piange è ‘abusiva’, il Comune di Trevignano ordina la rimozione. La Procura indaga per ‘raggiro’ e ‘truffa’

Cesidio Vano
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(di Cesidio Vano) Il Comune ordina la rimozione della statua della Madonna che piange: il collocamento della teca che contiene l’effige non è autorizzato; come anche tutti gli altri elementi che arredano il “santuario” della Madonna di Trevignano Romano, in provincia di Roma, e visitato da migliaia di persone. Tutto dovrà essere abbattuto. Nel frattempo, la procura della Repubblica indaga per truffa il marito della veggente: avrebbe chiesto – dicono gli accusatori – 30.000 euro per ‘agevolare’ un miracolo.

In tanti, anche dalla provincia di Frosinone, sono giunti a Trevignano Romano, sulle sponde del lago di Bracciano, per vedere la Madonna che lacrima sangue e poi per vedere lei, la “veggente”: Gisella, al secolo Maria Giuseppa Scarpulla, siciliana con un passato da imprenditrice finito con una condannata per bancarotta. Lei, che parla con Gesù e con Maria; che ha visioni e fa ‘miracoli’. Come la moltiplicazione degli ‘gnocchi’: “Avevo solo un po’ di gnocchi e “due pezzetti” di coniglio. Non so come sia stato possibile, ma mentre riscaldavamo il cibo e riempivamo i piatti, tutti hanno mangiato gli gnocchi e il coniglio. Quindici persone, è incredibile questa cosa. Riempivo i piatti e la pentola non si svuotava mai” o, se proprio si preferisce un menù differente, c’è anche la moltiplicazione della pizza: “È successo poi un’altra volta, proprio qui a casa mia – spiega sempre la “veggente” –. Un giorno una mia amica portò una teglia molto piccola di pizza per me e mio marito, al massimo altre due persone. Qui eravamo 20-25 persone… e quella pizza non solo l’hanno mangiata tutti, ma è anche rimasta, l’abbiamo regalata. Era una teglia per 4 persone. L’abbiamo mangiata in 25». Il ‘caso’ di Trevignano è diventato particolarmente famoso negli ultimi mesi, quando la stampa e, soprattutto, i talk show delle Tv nazionali hanno iniziato a parlarne e a far parlare i protagonisti, che non si sono sottratti alla ribalta, tranne poi ‘sparire’ per qualche giorni e quindi ricomparire. La Chiesa indaga, con la cautela che le è propria e lo scetticismo che – strano a dirlo – è sempre della religione ufficiale. Il 3 di ogni mese, in un terreno ora divenuto proprietà della Onlus “La Madonna di Trevignano Romano ETS – presieduta dal marito della ‘veggente’, Gianni Cardia – si radunano i ‘fedeli’ di Trevignano per pregare davanti alla statua della Madonna, acquistata anni fa a Medjugorje, che lacrima sangue o, talvolta, anche olio. Lì si recita il Rosario e Gisella cade in estasi, guarda il cielo, ‘parla’ con la divinità, riceve messaggi. Sul sito, oltre alla teca che costudisce la statura mariana, sono state realizzate: una struttura in legno (4 metri per 4 con tanto di tetto) e una strada brecciata; sono state posizionate a cerchio oltre 60 panchine in legno e metallo, fissate a terra; tirate su palizzate in legno e cartellonista per i parcheggi. Tutte opere che, dopo le verifiche effettuate dall’ufficio tecnico comunale e dalla polizia locale, sono risultate prive di qualsiasi autorizzazione ed inoltre realizzate su un’area che, anche se privata, ricade in una zona tutelata. Il Comune ha così ordinato la demolizione di tutto quanto realizzato, dalla teca con la Madonnina, alla strada e ai parcheggi, così da “ripristinare” lo stato dei luoghi come era in precedenza. L’associazione Onlus che risulta proprietaria dei terreni ha 90 giorni di tempo per ottemperare. Può comunque fare ricorso entro 60 giorni al Tar di Roma e entro 120 al Capo dello Stato. L’ordinanza, che reca la firma del dirigente del Settore Pianificazione e Gestione del Territorio del Comune di Trevignano Romano, prevede che, in caso di mancata ottemperanza da parte dei destinatari, il Comune acquisisca le aree e le opere oggetto di abuso. Ad ogni modo, oltre a gnocchi e pizza, a Trevignano Romano – o meglio presso la competente procura della repubblica di Civitavecchia – si stanno moltiplicando anche gli esposti e le denunce contro la veggente e il suo compagno; tra presunti miracoli e accuse degli ex-seguaci, che ai giornalisti ne raccontano di ogni colore. Si indaga, oltre che per gli abusi edilizi, anche per le ipotesi di “abuso di credulità popolare” e “truffa”. In particolare, come riporta oggi anche il Corriere della Sera, il compagno della veggente – secondo una denuncia – “avrebbe raccolto 30mila euro da una persona indotta ‘a farlo attraverso promesse di fatti non avvenuti, sempre attinenti all’attività miracolistica’. Soldi poi svaniti nel nulla di progetti sfuggenti e avventurosi”. A Rivolgersi ai Carabinieri di Colleferro sarebbe stato un investigatore privato, Maurizio Cacciotti, che nel dettagliare le sue accuse avrebbe anche sollecitato provvedimenti da parte della polizia giudiziaria per “impedire l’eventuale inquinamento delle prove”. Gli interessati hanno sempre respinto tutte le accuse: “Le persone che fanno parte dell’associazione sono tutti professionisti come medici e avvocati. Sono menti pensanti non sono degli stupidi o delle persone semplici che si lasciano ingannare”. Insomma, come dire: “Se fosse una truffa o tutto fosse falso se ne sarebbero accorti”. C’è attesa, nel frattempo, per il prossimo appuntamento di preghiera collettivo presso la teca ‘abusiva’, in programma l’ormai imminente 3 maggio.
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