L’ufficio comunale di competenza, “Demanio e Patrimonio”, si sta occupando in questi ultimi giorni di far recapitare l’informativa ai cittadini interessati relativamente al recupero dell’onere non versato per le tumulazioni dei cari defunti.
La comunicazione informa che “non risulta pervenuto il versamento dei diritti comunali…”, facendo riferimento al parente venuto a mancare ed alla cifra (288euro al campo terra, 322euro al loculo, circa 500euro nella cappella privata, a cui vanno aggiunti i costi di spedizione). Poi si specifica “qualora si abbia provveduto, ad esibire la copia del versamento effettuato” indicando le modalità, in caso contrario “si invita ad effettuare il versamento entro 15gg per non incorrere nelle previste sanzioni”. Rabbia ed indignazione da parte delle famiglie che stanno ricevendo la sollecitazione e che stanno organizzando un incontro per potersi confrontare sulla circostanza e venirne a capo. Si profilano due ipotesi: che i parenti abbiano deciso di provvedere personalmente a liquidare l’imposta ma poi, assorbiti dal dolore del lutto, abbiano dimenticato di onorare i diritti comunali in oggetto, eventualità parecchio improbabile quando in effetti si preferisce il “pensa a tutto tu”. La seconda ipotesi è che l’impresa di pompe funebri incaricata dalla famiglia del defunto abbia provveduto al versamento mancando di fornire alla stessa famiglia la ricevuta. In quest’ultimo caso poco male, basterà rivolgersi all’agenzia che, sicuramente, avrà mantenuto una copia oppure, se così non fosse, basterà fare una ricerca all’Ufficio Postale per rintracciare il versamento sul quale, obbligatoriamente, deve essere indicato il nome del defunto e la causale, ovvero i diritti per la tumulazione. Ma se l’agenzia funebre non avesse effettuato il versamento? Nonostante averlo elencato nel preventivo o nella ricevuta? Una vicenda in cui non si può “condannare” l’ufficio comunale preposto il quale, ovviamente – essendo soldi dei cittadini che tornano ai cittadini – non avendo traccia del pagamento dei diritti previsti, si ritrova nella condizione di doversi rivolgere alle famiglie per chiederne la corresponsione. Sara Pacitto
