Anagni – Agricoltura e terra da salvare, idee chiare e coraggio del dottor Davide Corsi

Ettore Cesaritti
3 MIn Lettura
Davide Corsi, giovane imprenditore zootecnico reduce dal recente viaggio a Bruxelles assieme a colleghi del territorio e rappresentanti di Fratelli d’Italia, interviene sull’importanza ed il sostegno al comparto agricolo.

Corsi dichiara: «La mancanza di materie prime, l’aumento dei prezzi e dei costi di produzione, stanno causando una crisi del sistema economico-produttivo e del settore agricolo. I problemi connessi al settore agricolo sono tanti ed impattano fortemente anche sulla vita quotidiana dei cittadini, tanto che persino chi non è agricoltore condivide tali preoccupazioni. In periodi di crisi come questo, c’è il rischio che settori produttivi ed economici entrino in competizione. Da qualche tempo l’agricoltura è insidiata dal settore delle energie rinnovabili, più nello specifico con gli impianti fotovoltaici, i quali vanno installati sul terreno, comportando il restringimento degli spazi disponibili per coltivazioni ed allevamenti”. In concreto: “Non si può essere contrari alle energie rinnovabili, è chiaro, ma occorrerebbe una razionalizzazione nell’installazione dei pannelli fotovoltaici, sfruttando aree portuali e aeroportuali, rete stradale e autostradale, rete ferroviaria e periferie urbane, senza occupare terreni fertili ma abbandonati ed insidiare così la produzione agricola e l’eventuale recupero auspicabile di quegli appezzamenti”. Quindi: “Tutelare la produzione agricola significa tutelare la produzione alimentare e quindi la nostra sovranità, come spesso evidenziato anche dal Governo Meloni. Siamo invidiati e copiati in tutto il mondo per le eccellenze che siamo in grado di produrre. Il nostro non è solo cibo ma cultura. Non possiamo permetterci di vanificare gli sforzi e le fatiche dei nostri avi inseguendo la chimera del guadagno facile. A seguito della crisi che ha messo in ginocchio tanti bravi imprenditori agricoli, sembra che il guadagno facile del fotovoltaico si stia facendo strada. È per questo motivo che ci impegneremo a creare condizioni economiche e lavorative che ci possano permettere di continuare a coltivare le nostre campagne ed allevare i nostri animali; a tutelare quel lavoro che è una ricchezza non solo economica ma identitaria. Cosa vogliamo lasciare alle prossime generazioni? Tutto l’oro del mondo non basterà a comprare un pezzo di pane, se di pane non ce ne sarà più. È un breve pensiero che, però, aiuta a comprendere quali rischi si celino dietro l’abbandono sconsiderato dei terreni ed il loro riutilizzo per l’installazione di impianti fotovoltaici”. E.C.
Condividi questo articolo
Nessun commento