Diventa un caso politico interno al Consiglio Provinciale l’elezione a vice presidente dell’Upi Lazio del presidente della provincia di Frosinone, Luca Di Stefano.
La ricostruzione della dinamica del voto che ha portato a tale elezione ha suscitato la reazione dei consiglieri provinciali della Lega e di Fratelli d’Italia infastiditi dall’esposizione mediatica del coordinatore dei lavori d’Aula, Gianluca Quadrini, capogruppo di Forza Italia. “Rivolgiamo i migliori auguri a Luca Di Stefano per la nomina a vice presidente dell’Unione Province del Lazio – scrivono Amata, Furtivo, Ambrosetti e Pizzuti – allo stesso tempo cogliamo l’occasione per chiarire alcune ricostruzioni sul voto a Palazzo Valentini che definire fantasiose è generoso: diremmo piuttosto che si tratta di cronache farlocche e soprattutto volutamente pretestuose (…)”. In merito alla nomina alla vice presidenza di Di Stefano – continuano i consiglieri – “nemmeno sapevamo della sua intenzione di candidarsi. Era stato annunciato un incontro con tutti i consiglieri provinciali ma poi non si è tenuto. Il nostro non ostracismo a Di Stefano, tra l’altro, è dimostrato dal fatto che non abbiamo votato altro nominativo, semplicemente ci siamo astenuti per rispetto a un’idea di politica basata sul confronto e sulla condivisione. Se fossero stati applicati questi due principi di buon senso – continuano i consiglieri – forse Di Stefano avrebbe potuto aspirare anche alla presidenza. A meno che non si sia voluto agire deliberatamente a fari spenti perché contestualmente all’elezione del presidente e del vice presidente, si è modificato anche lo statuto che permette di delegare i consiglieri a rappresentare i presidenti di Provincia nel direttivo, forse il vero obiettivo di chi canta vittoria infischiandosene che si è persa comunque un’occasione”. Qui i consiglieri di Lega e Fratelli d’Italia ce l’hanno con Quadrini. Da vedere ora se Di Stefano delegherà qualcuno all’Upi e se quel qualcuno sarà lui.
