Sora – Quattro cani morti nel canile, l’Enpa chiede tavolo di dialogo al Comune: “Rivedere i trasferimenti”

Roberta Pugliesi
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Quattro cani morti a poca distanza di tempo l’uno dall’altro ed in circostanze da chiarire. Accade nel canile Marsicano, convenzionato con il Comune di Sora. Erano arrivati nella struttura in 11, tutti provenienti dal canile di Arpino gestito da Mara Iafrate.

A seguito di un contenzioso con il Comune ne è stato predisposto il trasferimento in Abruzzo dove sono deceduti. L’Enpa di Ceccano-Supino chiede che sia messa fine alla pratica dei trasferimenti di cani fuori dalla Regione Lazio. “Dopo l’ennesimo trasferimento di undici cani dal Lazio all’Abruzzo, le delegazioni di Enpa Ceccano – Supino si preparano a chiedere l’apertura di un tavolo di dialogo con il Comune di Sora per porre fine a questa procedura”. Nel frattempo il 1 aprile attraverso un’azione congiunta, le delegazioni hanno riportato nel Lazio sette degli undici cani trasferiti da Arpino. “Come Enpa ci siamo prontamente attivati per riportare i cani sul territorio quando siamo venuti a conoscenza del fatto che – poche settimane dopo il loro spostamento – ben quattro degli undici cani erano già deceduti per cause e responsabilità che sono ancora da chiarire”, raccontano i volontari Enpa: “I trasferimenti verso strutture fuori Regione rischiano di tradursi nel colpo finale inferto a creature che già hanno trascorso buona parte della loro vita, se non tutta, privati della loro libertà e di condizioni di limitato benessere psico-fisico. E questo è tanto più vero, e drammatico, quando si decide lo spostamento di cani con evidenti fragilità, oltre i 10 anni di età o con sospette patologie gravi”. I Comuni, per quanto riguarda i canili, devono adoperarsi affinchè la permanenza dei cani in tali strutture sia temporanea e finalizzata a un’adozione. Enpa nei prossimi giorni chiederà al Comune di Sora di aprire un tavolo di dialogo e collaborazione per riformare l’attuale prassi che prevede i trasferimenti di cani vaganti accalappiati sul proprio territorio in strutture fuori Regione. “A meno che – afferma Enpa Ceccano e Supino – non si tratti di strutture del Centro–Nord Italia ove sia garantita ai cani una condizione di qualità della vita superiore, una più numerosa presenza di volontari ed educatori presso le strutture, una maggiore visibilità e quindi più opportunità di adozioni famiglia”. Attualmente nella struttura abruzzese restano ancora circa quaranta cani accalappiati sul territorio laziale e poi ricollocati per l’assenza di una struttura a Sora e la mancata attivazione di convenzioni con altre strutture della Regione. “Si tratta di una battaglia di civiltà, alla cui base vi è l’obiettivo di realizzare una vera e propria trasformazione culturale – continuano da Enpa – che annulli sempre di più il gap fra le disposizioni di legge e la reale condizione del randagismo nella Provincia di Frosinone”. Roberta Pugliesi
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