Roma – Bimbo muore a 11 anni, aveva un tumore che non gli è stato mai diagnosticato

Sara Pacitto
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L’episodio risale a quattro anni fa: era l’11 aprile 2019 quando, all’altezza del quartiere Eur di Roma, Antonio Bertoni di 11 anni, in auto con la madre, rimane incastrato nel traffico paralizzato della città, particolarmente intenso nel quadrante Sud della capitale dove, in quei giorni, erano in corso i preparativi per la gara di Formula E per cui un tratto della Cristoforo Colombo era stato chiuso al transito. La famiglia era partita da Latina per dirigersi presso l’Ospedale San Camillo, dove, alle ore 08:00, il piccolo Antonio avrebbe dovuto fare una visita. Purtroppo il bambino non è mai arrivato in ambulatorio, una crisi respiratoria lo ha stroncato in auto, in mezzo al traffico.

Precedentemente a questa tragica data, la famiglia si era recata al Pronto Soccorso dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù per ben tre volte, sempre a causa delle difficoltà respiratorie di Antonio. In queste tre rispettive date, 21 marzo, 29 marzo e il 2 aprile 2019, Antonio era stato affidato a tre distinti medici. I professionisti avevano visitato il bambino ma nessuno dei sanitari pare abbia mai disposto esami approfonditi, limitandosi a prescrivigli dei farmaci per la cura a domicilio. Ma le condizioni di Antonio non miglioravano, al contrario, per questo motivo la mamma decide di rivolgersi al San Camillo, dove il piccolo non arriverà mai. A seguito del decesso, l’autopsia sul corpicino fa emergere che Antonio aveva un linfoma linfoblastico, un tumore che, oltre alla sintomatologia, è causa delle sue crisi respiratorie. A determinare la morte del bambino, quindi, non è stato il traffico che ha ritardato i soccorsi in quella triste mattinata impedendo all’ambulanza di arrivare in maniera tempestiva all’EUR bensì una diagnosi mai eseguita. È questo il parere della Pubblico Ministero dr.ssa Gianfranca Dito, la quale contesta ai tre medici del Bambino Gesù il mancato ricovero del piccolo Antonio, per eseguire una radiografia del torace ed opportuna biopsia. A seguito delle indagini, la Procura della Repubblica di Roma ha ottenuto il rinvio a giudizio dei tre dottori, il processo inizierà il prossimo 10 maggio. Sara Pacitto
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