(di Cesidio Vano) La procura contabile di Roma ha chiesto che i quattro componenti della commissione di concorso del comune di Allumiere risarciscano la Regione Lazio per gli stipendi pagati a due neo-dipendenti, la cui assunzione è avvenuta sulla scorta delle idoneità, ritenute irregolarmente concesse, conseguite nella selezione bandita da Comune di Allumiere, in provincia di Roma, e fatta propria dall’ente della Pisana. Il danno arrecato al Consiglio regionale, l’organo che avrebbe assunto tali soggetti, è stato quantificato in circa 73.000 euro.
La vicenda, che nel 2021 è giunta alla ribalta delle cronache, è conosciuta come la “Concorsopoli Pd” e dal piccolo comune si è estesa coinvolgendo anche la Regione Lazio, allora guidata dal governatore Pd Nicola Zingaretti. Lo scandalo – come si ricorderà – è costato la poltrona di presidnete del consiglio regionale a Mauro Buschini (anche se Buschini – va subito chiarito – non è stato mai indagato per questi fatti) e, semmai, la sua è stata una responsabilità politica in quelle assunzioni. La richiesta della Procura contabile porta la data del 1° agosto 2021, con tanto di richiesta di contro deduzioni formulata alle persone coinvolte, ma ieri un articolo pubblicato dal quotidiano Il Foglio ha rilanciato l’argomento, dando per sicura la condanna dei componenti della commissione. Come si ricorderà, il Comune di Allumiere bandì all’epoca un concorso di assunzioni, al termine del quale fu stilata una graduatoria di idonei: molti più di quelli di cui aveva bisogno l’ente e anche molti di più di quelli che, secondo il bando, potevano essere dichiarati idonei. Infatti, la commissione di gara – in cui uno dei commissari era anche il coniuge del presidente della stessa commissione – modificò, senza alcuna ragione plausibile riscontrata dagli inquirenti, il punteggio minimo richiesto dalle regole di gara (da 31 su 45 a 21 su 45), facendo sì che invece di 27 candidati, risultassero ben 107 quelli potenzialmente assumibili. Inoltre, secondo l’inchiesta penale che seguì la vicenda, vi erano stati anche altri comportamenti sospetti della commissione: buste delle prove rese riconoscibili, divisioni dei candidati per lettere alfabetiche, rivelazione delle prove da sostenere e numerosi contatti telefonici tra i commissari ed alcuni candidati, 21 dei quali poi risultati idonei. La procura contabile, da parte sua, rileva anche come alcuni candidati idonei in graduatoria – forse non politicamente sponsorizzati o allineati – non siano stati mai chiamati per i colloqui, ma scavalcati da quelli in posizione più bassa prontamente assunti. Cosa c’entrava il Pd in questa vicenda? Molti dei candidati ‘fortunati’ e soprattutto quelli poi assunti avevano la tessera del partito in tasca o erano stretti collaboratori, segretari e tutto fare dei politici del Pd, soprattutto della Regione, poi finiti in pianta organica presso amministrazioni comunali di sinistra o proprio alla Pisana. Alla graduatoria redatta da Allumiere, infatti, hanno poi attinto diversi altri enti, tra cui – appunto – la Regione Lazio, che per la Procura contabile avrebbe assunto almeno due dipendenti che, se la commissione di gara non avesse abbassato i punteggi necessari, non avrebbero mai ricevuto l’idoneità. Ora, la magistratura inquirente chiede di condannare i componenti della commissione di gara a pagare gli stipendi versati a tali dipendenti. Con lo scoppio della Concorsopoli Pd, il Comune di Allumiere annullò la graduatoria, ma solo nelle parti riguardanti candidati non assunti, lasciando così validi i contratti firmati per tutti gli altri. Infine, dalle contestazioni contabili emerge anche che alla Regione non è stata mai fornita la graduatoria redatta dopo il concorso, tramite cui chiamare i candidati da assumere, ma solo uno specchietto riassuntivo dei nominativi che ‘doveva’ chiamare. Hai visto mai che qualcuno sbagliasse… Cesidio Vano
