La Provincia di Frosinone torna a ribollire di politica. Il dibattito interno, che, come sempre più spesso accade, ha visto uno scambio di battute pubbliche davvero vivaci, vede due protagonisti: il consigliere Gianluca Quadrini, capogruppo di Forza Italia, delegato al coordinamento del Consiglio Provinciale dal presidente Di Stefano ed Enrico Pittiglio, capogruppo del Pd.
Ma andiamo per ordine: nei giorni scorsi si erano registrati dei malumori all’interno del gruppo del Pd. Pare che i due consiglieri appartenenti alla corrente del presidente uscente Antonio Pompeo, Antonella Di Pucchio e Gaetano Ranaldi, fossero sul piede di guerra e avessero addirittura minacciato di uscire dal gruppo del Pd per fondarne un altro. Circostanza questa che sarebbe stata davvero clamorosa in un periodo nel quale in casa Dem non si fa altro che inneggiare all’unità. Pericolo però scampato, nel caso fosse stata vera la minaccia di separazione, con una riunione dell’intero gruppo. Al termine il segretario provinciale del partito, Luca Fantini, ha diffuso una nota nella quale precisava: “ (…) È stato un momento di utile confronto sulle linee programmatiche, (…). Abbiamo ribadito la volontà di procedere in questo percorso in maniera unitaria e condivisa, come fatto fino ad ora, dando pieno mandato al nostro capogruppo, il sindaco Enrico Pittiglio, di rappresentare e di tutelare le nostre istanze al Presidente Luca Di Stefano (…)”. Orbene, non sono passate 24 ore che una nota diffusa dal Presidente del Consiglio provinciale, Gianluca Quadrini, ha richiamato l’attenzione e all’intervento lo stesso Pittiglio. Questa volta si parla direttamente di deleghe ai consiglieri, quelle che il Presidente della Provincia ha pieni poteri di concedere o meno secondo la legge Delrio ancora vigente. Quadrini ha scritto, tra l’altro in risposta a una precedente nota emanata dalla Lega: “Luca Di Stefano è stato eletto presidente della Provincia di Frosinone con il sostegno del sottoscritto, del vicepresidente Valentina Cambone e dei consiglieri Alessandro Mosticone ed Enrico Pittiglio. E’ questo il perimetro di governo dal quale non si può prescindere (…). E’ di tutta chiarezza il principio per il quale chi non ha sostenuto l’attuale presidente, ma ne ha votato un altro, non può pretendere deleghe di serie A. Quelle spettano a chi ha voluto Di Stefano alla guida della Provincia di Frosinone. La politica ha delle regole ben precise e mi stupisco che si possa pensare il contrario (…)”. La spinta in avanti di Quadrini che, di fatto, ha parlato delle intenzioni del Presidente Di Stefano come se fosse il suo portavoce, non è andata giù al Pd il quale è intervenuto immediatamente. Nella nota, questa volta direttamente a firma del capogruppo del Pd Enrico Pittiglio, si legge tra l’altro: “Il coordinatore d’Aula dovrebbe aver presente il ruolo istituzionale anche e soprattutto quando si esprimono pensieri di natura personale. L’amministrazione provinciale è ente di secondo livello, il Presidente e i Consiglieri hanno ruoli ben definiti. Il presidente Di Stefano sta facendo un enorme lavoro di prospettiva al quale va dato tempo e sostegno. Sostegno, appunto, che non si definisce con un dibattito infinito e surreale sulle deleghe da attribuire (…). Scintille, insomma, nella maggioranza trasversale.
