E’ successo a Fiuggi, la lavoratrice ora ha la facoltà di rinunciare alla reintegra in cambio del pagamento di ulteriori 15 mensilità.
Dopo alcuni sospetti per la mancata emissione di alcuni scontrini, il titolare di un negozio si era convinto che venisse derubato. Così dopo l’iniziale contestazione l’aveva licenziata in tronco, ma il giudice ha annullato il provvedimento reintegrandola sul posto di lavoro. Il caso riguarda una dipendente di un esercizio commerciale, con mansioni di cassiera, che aveva ritardato la battitura degli scontrini fiscali senza, però, appropriarsi degli importi incassati. Il giudice ha ritenuto che la lavoratrice non andava licenziata, ma al massimo sanzionata. La decisione è arrivata dal tribunale di Frosinone che ha accolto, nei giorni scorsi, il ricorso di una lavoratrice, che era stata licenziata da una società con un punto vendita a Fiuggi. Le sono stati riconosciuti 50mila euro, oltre alla regolarizzazione contributiva previdenziale ed assistenziale. La lavoratrice ora ha la facoltà di rinunciare alla reintegra in cambio del pagamento di ulteriori 15 mensilità, ossia di ulteriori 60mila euro. C.P.
