Per non pagare le pere, che a suo dire non erano di qualità, finge di aver smarrito l’assegno che aveva lasciato in pagamento ad un grossista. Ma l’uomo è stato scoperto ed è finito sotto processo per calunnia.
I fatti risalgono a qualche tempo fa quando un imprenditore ortofrutticolo aveva acquistato da un grossista un carico di ben 25 mila euro di pere. Ogni volta che si recava in quel posto, come di prassi, veniva pesato il camion vuoto. Una volta che il mezzo pesante veniva caricato veniva pesato di nuovo. In questo modo poteva sapere con certezza il peso ed il costo del carico. Successivamente consegnava al grossista un assegno in bianco. Arrivato nel territorio provinciale, per accertare che la merce fosse stata pesata in modo giusto faceva una contro prova pesando di nuovo la merce. Una volta accertato che stava tutto a posto, chiamava il grossista per dirgli che poteva mettere la cifra da pagare sul suo assegno ed intascarlo. L’ultima volta però l’imprenditore, che non era rimasto soddisfatto di quel carico di pere, si è recato dai carabinieri ed ha denunciato lo smarrimento dell’assegno. Il grossista che non ha potuto riscuotere lo ha denunciato. L’imprenditore ortofrutticolo è difeso dall’avvocato Roberto Capobianco. Mar.Ming.
