Emilio, una persona unica nel suo modo di essere, amava distinguersi, essere definito “diverso” per lui non era un’offesa perché non avrebbe mai voluto confondersi con la massa, odiava l’ipocrisia e le malelingue.
Il corpo ormai privo di vita di Emilio Iacobelli è stato rinvenuto nella tarda mattinata odierna, alle 12:30 circa, nella sua abitazione in via Aquila Romana. A lanciare l’allarme le sorelle, residenti presso la medesima struttura, che non lo vedevano e sentivano da troppo tempo. Il medico legale non ha dubbi, è stato un arresto cardiaco a stroncare Emilio. Molto probabilmente il malore lo ha colto quando stava per uscire di casa: al momento del ritrovamento l’uomo era vestito ed indossava gli occhiali. Sembrerebbe che qualche giorno addietro Emilio abbia accusato dei dolori per cui si era recato presso il Pronto Soccorso ma dimesso da lì a poco. Per fare chiarezza è stato disposto l’esame autoptico. Se avesse avuto una bacchetta magica Emilio avrebbe scelto di vivere in un prato fiorito, ma non sempre lo stesso bensì in ogni prato fiorito del mondo, con un giradischi costantemente in funzione, ad ascoltare la sua musica, i grandi successi dei cantautori italiani e poi la lirica. Emilio avrebbe voluto viaggiare, del resto la sua mente non aveva confini: la curiosità di conoscere, apprendere, scoprire nuove culture, luoghi sconosciuti, usanze e tradizioni di realtà lontane al piccolo paese. Emilio non ha mai avuto pretese, quello che non si poteva fare lui non lo faceva, senza rassegnarsi, con il sorriso in volto, ogni giorno era un nuovo giorno, da vivere. Lui voleva solo poter decidere per se stesso, che nessuno gli imponesse orari, cosa mangiare, come vestire, chi frequentare, dove stare. Aveva già dimostrato di essere autonomo, sapeva gestire la sua “autonomia”, la sua solitudine, i suoi spazi, il suo tempo, il suo rammarico. Emilio non ha mai infastidito nessuno, non ha mai dato segni di squilibrio, di depressione, di rassegnazione: nessuno può dire il contrario. Con determinazione e coraggio ha sempre affrontato quello che la vita gli ha messo davanti. “Un tipo” eclettico, estroso, originale, di certo non “un pazzo”. Ad aprile 2021, assistito dal suo legale, Emilio aveva chiesto aiuto alla nostra redazione perché non accettava che qualcuno potesse considerarlo un soggetto da rinchiudere in una struttura terapeutico-riabilitativa a carattere psichiatrico. Così aveva dichiarato Emilio «Nella mia vita io ho dato solo amore: alla mia famiglia, alla mia cagnolona Chicca, agli amici, ai conoscenti. Nel mio piccolo, ho sempre cercato di mettermi a disposizione della comunità, con il coro della parrocchia ad esempio, dove ho cantato per anni» (per l’intervista completa clicca qui https://www.tg24.info/arpino-perche-non-posso-vivere-la-mia-vita-voglio-solo-questo/ ). Un amico per tutti Emilio, con lui si poteva affrontare qualsiasi discorso: forbito nel linguaggio, con le sue ideologie, i suoi valori, oltre alla musica amava l’arte. Solo un malore improvviso poteva portarsi via Emilio: la sua prematura dipartita lascia un vuoto nel cuore dell’intera comunità. È frustrante la notizia della sua morte, che se ne sia andato da solo ma, a rifletterci bene, forse è proprio questa l’uscita di scena che lui avrebbe voluto: nel suo appartamento, tra le sue cose, senza nessuno intorno a deprimerlo, con in volto gli occhiali preferiti. Meglio questa immagine al pensiero che tu possa esserti arreso Emilio. Adesso tra le braccia degli amati genitori, con accanto la sua adorata e fedele Chicca. Un abbraccio grande Emì, ci mancherai. Buon viaggio. Sara Pacitto
