Nove anni fa erano state abolite in Sicilia con grida di giubilo da parte del popolo assetato di giustizia antipolitica.
Che cancellare le Province per sostituirle con Città metropolitane e Liberi Consorzi era stata una boiata pazzesca era risultato chiaro quasi subito. Sostituire un sistema di governo dei territori rodato da un paio di millenni con qualcos’altro di molto vago era, per tutti coloro che possedessero un minimo di concretezza, un fallimento annunciato. Ora proprio la Sicilia, la terra a statuto speciale dove l’abolizione delle Province, tentata e per fortuna non riuscita nel resto d’Italia all’epoca di uno dei più clamorosi suicidi politici, a tornare sui propri passi e, anzi, a farlo completamente. Mentre in Italia vige per effetto dell’orrenda legge Delrio l’elezione del Presidente e del Consiglio provinciale di secondo turno, in Sicilia si tornerà direttamente all’elezione diretta da parte della cittadinanza. Tornano le Province com’erano, insomma. In Sicilia, infatti, è stato avviato il percorso per la reintroduzione delle Province. Il Presidente Schifani lo aveva promesso in campagna elettorale e ora mantiene la promessa. Le Province siciliane saranno sei più le tre Città metropolitane di Palermo, Catania e Messina; il progetto di riforma – scrive l’ANSA – individua gli organi di governo e la loro composizione, introducendo la figura del consigliere supplente; stabilisce le quote rosa nelle liste, con almeno un quarto delle candidature riservato a donne; prevede la doppia preferenza di genere, come nei Comuni; introduce il collegio unico per l’elezione del presidente della Città metropolitana e della Provincia, la divisione della circoscrizione elettorale in collegi per l’elezione dei consiglieri provinciali, in modo da dare adeguata rappresentanza a tutti i territori. Per le province con popolazione superiore al milione di abitanti sono previsti 36 consiglieri e massimo 9 assessori; per quelle tra cinquecentomila e un milione di abitanti, 30 consiglieri e fino a 7 assessori, mentre quelle con meno di 500.000 abitanti potranno eleggere 24 consiglieri e le giunte avranno massimo sei assessori. Il ddl fissa le competenze dei nuovi organismi. La legge varata dalla Sicilia si basa sulla proposta di legge in discussione al Senato già da un paio di mesi. Vuol dire che, concretamente, possiamo vedere già applicata una norma che presto potrebbe riguardare tutta l’Italia. E’ stata anche individuata una data per le elezioni. La Sicilia tornerà al voto nel prossimo autunno, tra ottobre e novembre. Dario Facci
