E’ stato inaugurato ieri il restauro dell’affresco del Crocifisso della “Salita del Cavaliere” a Fontechiari. Il delicato restauro dell’opera che risale al XVIII secolo è stato realizzato dal maestro restauratore Simone Gabriele.

L’affresco, di fine fattura, si ritiene possa essere riconducibile alla scuola del Cavalier d’Arpino: dunque, bene si comprende l’importanza di tale restauro che restituisce alla comunità di

Fontechiari – ma più in generale a tutto il territorio – un vero gioiello d’arte.
“Ringrazio il sindaco Serafini e l’amministrazione comunale – ha detto il maestro restauratore Simone Gabriele – per avermi affidato i lavori di restauro e per la grande sensibilità al recupero conservativo di quest’opera risalente al XVIII secolo”.
A rappresentare l’importanza dell’affresco, così il dottor Giuliano Fabi: “Il Crocifisso della Salita del Cavaliere a Fontechiari torna a splendere.

Trecento e più anni fa si portava in processione il crocifisso ligneo della chiesa di Santa Maria. Provati da mesi di siccità, i Fontechiaresi si rivolsero a lui e non deluse. A metà salita verso il paese una violenta grandinata fece interrompere la processione e da quel giorno acqua a bizzeffe e salvezza.
In ricordo fu commissionato allora l’affresco e posto all’altezza in cui si verificò l’interruzione. E oggi questa meraviglia è tornata a splendere. Si tratta di un opera unica tutta dedicata ai personaggi che ebbero un legame col sangue di Gesù in deroga alla iconografia in uso e qui l’originalità del dipinto. Le figure alla base sono infatti San Longino e San Giuseppe di Arimatea.
Il primo era il soldato Romano che con la Lancia forò il costato dove uscì sangue ed acqua. Pentito raccolse la terra bagnata di sangue, si convertì al Cristianesimo e fu martirizzato a Mantova dove si conserva sia il suo corpo che due vasi d’oro con la terra del Golgota impregnata

di sangue. I vasi vengono esposti al pubblico il venerdì santo.
Il secondo membro del Sinedrio fornì il Sepolcro della Resurrezione e la Sindone. Aveva assistito alla crocifissione e secondo le leggende Medievali raccolse goccia a goccia il sangue di Cristo deponendolo nel Santo Graal. Fuggì poi in Inghilterra dove oltre ad evangelizzare dette inizio alla letteratura legata al Santo Graal dal Re Artù al Codice Da Vinci recente.
Grazie al restauro conservativo voluto dalla amministrazione e magistralmente eseguito da Simone oggi il nostro territorio ha un’altra chicca da mostrare. È un opera di alta scuola si ipotizza di un allievo del Cavalier d’Arpino e con l’epoca ci siamo. Non aggiungo nulla sulla bellezza, l’espressività e il valore artistico, se ci venite a trovare sapremo mostrarvelo e descriverlo”.
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