Matteo Salvini e i suoi ministri, tutti schierati al fianco di Francesco Rocca che ringrazia e rilancia, via web, la folta platea tutta Lega riunita al Tempio di Adriano.
Un’immagine lampante della dimensione delle Regionali del Lazio, della loro grande importanza non solo, com’è ovvio, per le sorti di questo scorcio d’Italia ma per gli equilibri nazionali. La circostanza che vede unite le due più importanti regioni italiane per Pil e non solo, Lazio e Lombardia, in una simultanea tornata elettorale, cioè due governi che in coppia valgono come una Finanziaria solo per spesa sanitaria (circa 33 miliardi di euro), completa il quadro ben più netto di una semplice sensazione. Salvini riassume il programma che il Carroccio sospinge senza tentennamenti: assolutamente sì al famigerato termovalorizzatore perché “bisogna ripulire Roma dalla monnezza e trasformarla in calore”; forza con la metropolitana e avanti tutta col porto di Civitavecchia; da subito tutti impegnati per ottenere Roma Expo 2030. Mentre vanno in scena le truppe governative D’Amato risponde a distanza, da solo. L’assessore alla Sanità insiste sui risultati raggiunti nei dieci anni di governo Zingaretti: non solo i virtuosismi durante l’emergenza Covid che sono stati il suo fiore all’occhiello. Il candidato di Pd e Terzo Polo punta sugli occupati, record in Italia dal 2012 al 2020, con un incremento di quasi il 6%. Le imprese hanno ripreso a marciare, rilancia ancora D’Amato, perché dal Lazio, nel 2022, c’è stata un’esportazione per quasi 25 miliardi di euro. “Se vinco io – ripete all’infinito da un mese – saremo sempre più la locomotiva d’Italia”. Intanto la candidata del Movimento5Stelle, Donatella Bianchi, unica a quanto pare ad opporsi ancora al termovalorizzatore, fa sempre più quella di sinistra della situazione. Rilancia su reddito di cittadinanza regionale, blu economy e transizione ecologica. Soprattutto lotta alle destre e alle discriminazioni, tuona dall’incontro con il rabbino capo Riccardo Di Segni. Dario Facci
