Alatri/Roma – La Testa anatomica di Balbi torna a splendere. Presto la mostra

Andrea Tagliaferri
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Il restauro della Testa anatomica di Filippo Balbi si è concluso nei giorni scorsi.

La restauratrice Natalia Gurgone della Cooperativa Koinè ha riconsegnato al Museo di storia della Medicina dell’Università La Sapienza di Roma, che ne è proprietario, la preziosa tavola che il Maestro napoletano dipinse nel 1854 ed espose, ricevendo un premio, nel padiglione dello Stato pontificio all’Esposizione internazionale di Parigi del 1855. Il restauro, promosso dall’Associazione Gottifredo di Alatri nell’ambito del progetto Coworking sostenuto dalla Fondazione Terzo Pilastro-internazionale, ha avuto un esito che gli esperti e responsabili del Museo definiscono “eccezionale” perché – nota il curatore dell’Istituto Alessandro Aruta – “ha permesso di restituire al quadro, un olio su tavola di cm. 59,5 x 47,8 universalmente conosciuto, l’originaria luminosità e tutte le sfumature della complessa esecuzione”, che raffigura – come si ricorderà – la testa scarnificata di un uomo formata da corpi umani posti a rappresentare muscoli e ossa, con una precisione anatomica che stupisce ancora oggi gli studiosi. Il restauro è il passo iniziale di un percorso che porterà alla realizzazione di una Mostra, interamente incentrata sul quadro che si terrà nel 2023 – dal 5 agosto al 29 ottobre – nel Refettorio della Certosa di Trisulti, nelle vicinanze di Collepardo, un borgo posto alle pendici dei Monti Ernici, dove il “pictor egregius – così Balbi è definito nelle cronache del tempo – visse per lunghi anni, ospite dei monaci certosini, prima di trasferirsi ad Alatri, città nella quale operò fino alla morte avvenuta nel 1890. La Mostra si intitolerà “Il corpo e l’idea. La testa anatomica di Balbi” e sarà curata dal prof. Mario Ritarossi finanziata con fondi di sponsor pubblici e privati. EY
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