Al via oggi l’iter parlamentare per il ritorno dell’elezione diretta delle Province

Dario Facci
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Ufficialmente partito questa mattina l’iter parlamentare per il ritorno del voto diretto del Presidente della Provincia e dei Consiglieri Provinciali.

Si è tenuta la prima audizione in Commissione Affari Costituzionali. E’ stato sentito il parere dei rappresentanti di ANCI (c’era il sindaco di Firenze Nardella coordinatore dei sindaci metropolitani), UPI (il presidente De Pascale), ANPCI, del sindaco della Città Metropolitana di Roma On. Gualtieri e dell’On. Variati in veste di esperto della materia. PROPOSTO UN DISTINGUO TRA PROVINCE E CITTA’ METROPOLITANE Tutti si sono detti favorevoli al ritorno all’elezione diretta delle amministrazioni provinciali, con dei distinguo. ANCI ha specificato che il ritorno all’elezione diretta deve essere condizionato dal ritorno di competenze dirette alle Province. Sostenuta la tesi, inoltre, da Nardella e sottolineata specialmente dal sindaco della Città Metropolitana di Roma, nonché di Roma Capitale, Gualtieri, di differenziare le Città Metropolitane dalle Province. In sostanza mentre Gualtieri e altri sostengono necessario il ritorno delle Province al voto diretto e tutto ciò che ne consegue, non lo sono in merito alle Città Metropolitane per le quali chiedono invece che resti la sovrapposizione delle figure di sindaco del comune capoluogo e della città metropolitana. UNIONE PROVINCE ITALIANE CHIEDE L’APPLICAZIONE DELLA STESSA LEGGE ELETTORALE DEI COMUNI Una posizione particolare rispetto al tipo di elezione è stata avanzata dal presidente di UPI De Pascale. L’Unione delle Province d’Italia chiede che venga applicata anche per le Province la stella legge elettorale vigente per il Comuni oltre 15.000 abitanti. Dunque non il ritorno alla vecchia legge per l’elezione del Presidente della Provincia e Consiglio Provinciale. La differenza sostanziale sta nella struttura stessa della proposta elettorale. Per l’elezione del Presidente della Provincia sarebbe previsto il secondo turno se nessuno superi al primo turno lo sbarramento del 50% (è stata avanzata la proposta di uno sbarramento al 40% per il primo turno che ha visto tutte le associazioni contrarie) e, soprattutto, i consiglieri sarebbero presentati in liste anziché per Collegi, come nella vecchia legge. ANCI INSISTE PER IL SUPERAMENTO DEL LIMITE DI TRE CONSILIATURE PER I SINDACI Infine il sindaco di Firenze, Nardella, ha ribadito la necessità di tornare a considerare com’era stato nel dibattito parlamentare della precedente legislatura, del superamento dello sbarramento per l’elezione dei sindaci. Attualmente in Italia si può essere eletti per tre volte consecutivamente nei comuni al di sotto dei 5000 abitanti e due volte in quelli maggiori. Dario Facci
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