Un enorme successo editoriale e, secondo la convinzione di quasi tutti ormai, l’inizio di un sacco di problemi nell’ordine amministrativo del Belpaese. Dal maggio del 2007 all’ottobre dello stesso anno quel libro fu ristampato venti volte. Un record. “La Casta”, la madre di tutti i grillismi germinata dalle penne di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, è l’opera che ha interpretato il comune sentire degli italiani e ne ha incendiato l’odio più cieco nei confronti dei politici e, purtroppo, per estensione, anche della Politica. Per appagare la sete di sangue politico, alla luce del senno di poi, sono state commesse delle enormi sciocchezze, tra le quali, forse la più sciocca di tutte, il tentativo mal riuscito di abolizione delle Province.
Che la famigerata legge Delrio fosse da cancellare sono stati convinti quasi tutti da subito dopo il terribile referendum che ha disarcionato Renzi. Per otto anni però nessuno ci ha rimesso le mani e i danni causati alle Province sono rimasti insieme ai problemi dei cittadini amministrati che si sono visti ridurre drasticamente i servizi. Ora, invece, il nuovo governo le mani ce le vuole mettere eccome, tanto che si parla stabilmente di una controriforma per riportare le Province alla dignità costituzionale che loro spetta. L’ultima notizia è di oggi. Grande soddisfazione è stata espressa dal Presidente dell’UPI, Michele De Pascale, per l’incontro con la vice ministra all’Ambiente Vannia Gava. Un incontro che ha visto al centro la riforma delle Province, anzi, la controriforma, e la ridefinizione delle funzioni ambientali degli enti. “Un incontro molto positivo – ha commentato de Pascale – nel quale la Viceministra Gava ha tenuto a sottolinearci la piena condivisione sulla necessità di arrivare presto ad una controriforma delle Province (…) Il riordino delle funzioni ambientali, che dopo l’entrata in vigore della Legge 56/14 sono state assegnate in maniera del tutto disomogenea e spesso sono finite in capo ad enti strumentali (…)”. LE TANTE STRADE CHE RIPORTANO LE PROVINCE AL LORO RUOLO. I SEI DISEGNI DI LEGGE Non sono certo solo le iniziative di De Pascale o l’incontro odierno con la Gava che ci danno il senso della solidità del percorso di controriforma che è già stato intrapreso. Sono addirittura sei i disegni di legge depositati. Sono targati Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e Partito Democratico. Persino il Movimento5Stelle e Italia Viva starebbero per presentare i loro disegni di legge. Subito dopo l’esame del Milleproroghe la commissione Affari Costituzionali avvierà alle audizioni. Il primo scopo, ovviamente, è togliere di mezzo la legge Delrio, quella che ha tolto le deleghe alle Province e ha regalato alla politica quell’ente riducendolo al secondo livello, togliendolo al vaglio elettorale dei cittadini. DA DESTRA A SINISTRA D’ACCORDO TUTTI MA… NON SU TUTTO E’ stato il ministro Calderoli, freschissimo di nomina, ad aprire un strada concreta alla controriforma: “Credo necessario ricreare il soggetto Provincia, che debba essere eletto nel suo presidente e nel consiglio con una elezione diretta”. Ecco una pioggia di ipotesi legislative, tutti concordi sul ritorno all’elezione diretta, tutti differenti per proposte complanari che non si limitano ovviamente alle sole Province ma intendono rimettere mano anche alle regole per l’elezione dei Sindaci, alle funzioni delle Prefetture, ai vari Enti intermedi ecc. ecc. Insomma si profila una lunga discussione che rischia di rallentare e di molto il risultato di ridonare e al più presto la dignità alle Province. Una grande controriforma che vede tutti o quasi d’accordo sul principio principale ma con troppi distinguo. Insomma allo stato dei fatti pare certa la controriforma, meno lo sono i tempi. Dario Facci
