È rimasto incatenato ad un palo della pubblica illuminazione per chiedere maggiore assistenza nella somministrazione dei farmaci al figlio malato! Nel video l’intervista a Michele Callori.

Michele Callori, referente Anfass su Fiuggi e padre di due disabili che frequentano il centro diurno, ha scelto nuovamente la protesta in strada e lancia un appello: “
Sono qui per sapere chi è la persona che deve dare i farmaci a mio figlio. Proseguo l’incatenamento fino a quando non avrò una risposta per iscritto”. Il problema – secondo Callori dell’Anfass – sta tutto in una nota diffusa dal gestore del centro diurno: “Purtroppo accade spesso che i genitori di ragazzi diversamente abili vengano lasciati soli e non sappiamo come risolvere i problemi che toccano da vicino la vita dei nostri figli. Il gestore del centro diurno comunale di Fiuggi, denominato San Felice da Cantalice – aggiunge Callori – ha diffuso una comunicazione nella quale si invita all’auto somministrazione della terapia. In sostanza mio figlio dovrebbe curarsi da solo. Il problema è proprio questo: stiamo parlando di ragazzi diversamente abili e persone non autosufficienti, non idonee a portare avanti una cura farmacologica.
Pertanto se al centro diurno, che ospita persone non autosufficienti, non si somministrano terapie – conclude – chi dovrebbe occuparsi di mio figlio durante le ore che frequenta a San Felice da Cantalice?”.
Una domanda che al momento non sembra trovare risposta, visto il silenzio delle istituzioni, del gestore del centro e del distretto socio assistenziale. Callori andrà avanti nella sua protesta che probabilmente si sposterà in altri luoghi della città termale.
Marco Ciancarelli