Molesta la ex moglie su WhatsApp ma viene scoperto dalla figlia grazie ad un errore di grammatica.
I fatti risalgono ad alcuni mesi fa quando una donna di 46 anni residente a Frosinone aveva deciso di ufficializzare legalmente quella separazione che di fatto era già stata intrapresa tempo prima. Ma fino a quando l’uomo, un operaio di 48 anni si era diviso dalla moglie senza passare per le vie legali, non aveva dato alla donna alcun fastidio. Il problema è sorto quando la signora, mamma di tre figlie, una maggiorenne, le altre due ancora adolescenti, aveva deciso di separarsi legalmente. A quel punto il coniuge non solo si era trasformato in uno stalker. L’operaio convinto che la ex moglie avesse una tresca con un amico che avevano in comune dopo aver acquistato una nuova scheda telefonica aveva pubblicato su WhatsApp un falso profilo utilizzando come foto l’agenzia immobiliare di questo amico. Poi aveva cominciato ad inviare alla donna messaggi dal tenore erotico. Vedendo che questi non sortivano l’effetto desiderato, le aveva inviato l’ennesimo sms dicendole che aveva incontrato il marito e che a causa della loro tresca lo aveva minacciato ed insultato. La signora sconvolta aveva presentato denuncia in questura. Quei messaggi però li aveva fatti leggere alla figlia maggiore la quale aveva notato numerosi errori di ortografia. E siccome si era ricordata che anche il papà ne faceva tanti quando scriveva (soprattutto non sapeva utilizzare l’acca) ha avuto il forte sospetto che dietro a tutto questo ci fosse proprio la mano del genitore. I sospetti sono diventati certezza quando la ragazza ha provato a chiamare quel numero di telefono e dall’altra parte si è sentita rispondere proprio dal padre. Da qui la denuncia con l’applicazione del codice rosso. La donna è rappresentata dall’avvocato Sonia Sirizzotti. Mar.Ming.
