Stalking sulla ex convivente, il giudice applica il divieto di avvicinamento. Per lungo tempo un 46enne di Ceccano aveva continuato a molestare la ex.
L’ultima volta la donna una 40enne di Veroli, era stata stata aggredita fisicamente mentre stava prelevando dei soldi al bancomat. A seguito della situazione che stava vivendo si è rivolta al centro antiviolenza “Fammi Rinascere” e tramite gli avvocati Francesca Ruggeri, la responsabile Michaela Sevi e la psicoterapeuta Roberta Cassetti ha fatto scattare la denuncia. Nei giorni scorsi il giudice ha accolto la richiesta dell’applicazione di una misura restrittiva nei confronti del 46enne ceccanese. L’uomo non potrà comunicare con la ex con nessun mezzo e dovrà mantenersi ad una distanza di 250 metri sia dalla sua abitazione che dal suo luogo di lavoro. Precedentemente va detto, a causa delle ripetute molestie perpetrate sul posto di lavoro, la donna era stata licenziata. Secondo la dirigenza era stata allontanata per un calo di fatturato ma per i suoi legali che hanno impugnato il licenziamento sostenendo che la loro assistita sarebbe stata discriminata, sono convinti che la motivazione di quella decisione è stata scaturita dal fatto che l’ex compagno la perseguitava e molestava sul posto di lavoro. Quasi quotidianamente l’uomo si recava negli uffici dove era impiegata per maltrattarla ed insultarla. Oltre all’avvocatessa Ruggeri la causa di licenziamento viene seguita anche dal collega Andrea Arcese. Mar. Ming.
