L’eredità pesantissima del 2022. L’enorme responsabilità del 2023

Dario Facci
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L’anno appena arrivato ha davanti un’impresa improba. Affermarsi nella memoria storica dopo tutto quel che il 2022 ci ha consegnato è davvero difficilissimo. D’altro canto, proprio per tutto quello che è successo, il 2023 riceve un’eredità enorme. Potrà farne il principio di un periodo di espansione e progresso o, addirittura, il disastro dell’umanità.

Il 2022 si era aperto con la speranza: quella della crescita economica dopo un ventennio di crisi, quella di superare la pandemia. Si è trasformato in pochissimo tempo nel tempo della guerra in Europa, della devastazione economica dovuta al caro energia e si è concluso con il ritorno dello spettro del Covid che incombe sul mondo. Cosa lascia inoltre in eredità il 2022? Cose come il coraggio enorme delle donne e dei giovani che si fanno massacrare ma non demordono nella protesta contro i regimi islamisti oppressivi. Se c’è un esempio di valore nell’uomo è proprio quello di saper onorare un’idea, un principio, fino alle estreme conseguenze. Lottare davvero per un mondo migliore, un cazzotto dritto sul grugno dei personalismi, dell’individualismo dilagante e anche uno schiaffo all’andazzo smidollato delle ultime generazioni occidentali, intontite dall’opulenza, rincoglionite dai telefonini, piagnone e viziate. Un anno, il 2022, che ha voluto anche chiudersi col botto della morte di un Papa e, questa volta, morto un Papa “non” se ne fa un altro. Successe un’altra volta e successe in Ciociaria ma tanti secoli fa, quando morì Celestino V che era stato rinchiuso, dopo “il gran rifiuto”, nelle segrete del castello di Fumone. Per inciso il copricapo e alcuni paramenti di Celestino V sono ancora visibili nel museo presso il Vescovado di Ferentino. La dipartita di Benedetto XVI ha assunto, com’è nei tempi, tutt’altro significato e da 24 ore a questa parte non assistiamo che alla sua grande celebrazione in attesa dell’arrivo in Italia dei capi di stato di mezzo mondo per rendergli omaggio insieme all’altro Papa, quello in carica. Il 2022 lascia in eredità un Presidente della Repubblica rieletto per il secondo settennato, un Presidente del Consiglio che per la prima volta è una Presidentessa e che, inoltre, infrange il tabù ottuagenario del potere nelle mani di un esponente della destra sociale italiana. Lascia, proprio nel suo ultimo giorno, le minacce di guerra sincrone tra Russia e Cina, i missili della Corea del Nord nel Mar del Giappone, qualche altra decina di morti affogati nel Mediterraneo. Si potrebbe anche proseguire nell’elencazione dei pericoli e dei disastri ma il nostro dovere oggi è pensare ed agire affinché il 2023 si trasformarsi nell’anno della svolta positiva, del ritorno alla ragione, della resipiscenza. Un pensiero per la nostra Provincia Cosa augurarci, infine, nella nostra provincia di Frosinone? Un cambiamento positivo, efficace, determinante. Il nuovo Presidente della Provincia ha sulle spalle tante responsabilità ma anche altrettante possibilità. E’ alla guida di un Ente di Area Vasta in concomitanza con l’occasione imperdibile dei fondi PNRR. Si possono intercettare progetti di sviluppo comprensoriale, trasformazione di intere aree del nostro territorio. Cosa che finora, nel 2022, non è stata fatta. L’anno trascorso ci ha anche consegnato un nuovo Consorzio Industriale, cresciuto fino a diventare di dimensioni regionali e alla cui presidenza c’è uno degli esponenti politici più noti del Frusinate. Nell’anno in corso si può ottenere non poco da questa circostanza. Ciò perché la politica ciociara pare abbia ricominciato a battere qualche colpo nelle alte sfere. L’Ex sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani, ora Deputato della Repubblica, è stato addirittura il relatore alla Camera per la Legge Finanziaria. E’, Ottaviani, uno dei due segretari della Commissione Bilancio. L’altro, seppure rappresentante l’opposizione nell’ufficio di presidenza, è un altro ciociaro, l’importante esponente Dem Claudio Mancini, definito da Il Foglio “l’altro sindaco di Roma”. In Parlamento ci sono altri tre esponenti ciociari, tra l’altro tutti seduti tra i banchi del partito di maggioranza relativa: Massimo Ruspandini, Paolo Pulciani e Aldo Mattia. Il nostro territorio potrebbe trarre vantaggi da certe congiunture se tutti, nessuno escluso, la smettessero di farsi guerre intestine e remassero nella stessa direzione, insieme, per il nostro territorio. Intanto abbiamo registrato un emendamento Ottaviani che destina 32 milioni per il raddoppio degli ospedali ciociari. Mica male. Era questa degli ospedali da raddoppiare una sua vecchia fissazione. Una delle eredità positive del 2022 che dovrà trasformarsi in concretezza nel nuovo anno. Un anno per il quale abbiamo tutti, come è facile comprendere, per queste e tante altre ragioni, un sacco di auguri! Dario Facci
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