Nella giornata del 27 novembre scorso abbiamo riportato l’accaduto che si era verificato durante la notte: ignoti avevano incendiato uno dei semafori sulla SP166, località Vitere, che da oltre un anno regolano la circolazione stradale limitandola al senso unico alternato. L’impianto era stato posizionato lungo la strada a seguito di una frana che aveva interessato il costone roccioso limitrofo alla chiesa di Santa Lucia: gli abbondanti detriti depositatisi sulla via, che occupavano parte della carreggiata, erano poi stati rimossi dagli operai provinciali ma l’apparato semaforico alimentato ad energia solare è rimasto.
Contestualmente all’atto vandalico, abbiamo riportato le diverse segnalazioni degli automobilisti circa il malfunzionamento dell’impianto. I cittadini inoltre chiedevano quale fosse la funzionalità del semaforo ora che la
strada è completamente libera dai residui dello smottamento. «Finché una delle due corsie era invasa dai detriti si rendeva necessario il senso unico alternato. Adesso che la strada è pulita qual è l’utilità del semaforo?».
Di male in peggio: a seguito dell’atto vandalico che ha visto completamente bruciare l’apparato allocato in direzione Arpino, questo è stato rimosso per cui sulla strada provinciale resta solo il semaforo a scendere, direzione San Sosio.
Quest’ultimo è stato coperto da una busta nera che, come avevamo già anticipato nel nostro precedente articolo, lascia filtrare le luci del semaforo, confondendo gli utenti della strada. In particolar modo di notte, è impossibile notare la busta nera. Chi transita, nel caso il semaforo sia rosso, si arresta sulla corsia creando disagi e pericolo. Oltretutto, sotto l’impianto, c’è la cartellonistica che avvisa del senso unico alternato.
Gli automobilisti fanno appello all’Amministrazione Comunale arpinate affinché si rivolgano a Palazzo Jacobucci per far rimuovere anche l’altro impianto semaforico con relativo cartello, per non creare ancora inutili inconvenienti e rischi alla viabilità. Il sindaco Renato Rea, prontamente contattato, conferma che interpellerà l’ente provinciale per sollecitare un intervento tempestivo in tal senso.
Sara Pacitto
