Boville Ernica – Maltrattamenti sulla moglie, il pm chiede 3 anni ed 8 mesi. Il giudice lo assolve

Marina Mingarelli
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Il pubblico Ministero ha chiesto tre anni ed otto mesi per il reato di maltrattamenti nei confronti di un operaio di Boville Ernica, ma il giudice lo ha assolto perché il fatto non sussiste.

La vicenda che ha portato l’imputato alla sbarra risale al 2016 quando la signora aveva denunciato il coniuge perchè la picchiava e la diffamava dicendo ai clienti dell’attività che gestiva di non comprare lì in quel locale perchè era sporco, e poi perché la moglie insieme alla madre erano donne di facili costumi. A seguito di quella denuncia l’operaio è finito alla sbarra. L’ultima denuncia la ex l’ha presentata alcuni giorni fa perché aveva incontrato l’uomo in un bar, troppo vicino a lei in quanto era stato applicato il divieto di avvicinamento. Per la cronaca va detto che gli era stato vietato anche di avere contatti con la prole. Ieri nel corso dell’udienza c’è stato il colpo di scena: il giudice ha deciso di assolvere l’imputato con formula piena. A seguito di questa assoluzione sono state revocate le misure cautelari. Il difensore Tony Ceccarelli ha sostenuto che “la donna non può definirsi soggetto vulnerabile nel caso di specie poiché dispone di una propria rendita economica, possiede una casa e quindi non può ritenersi assoggettata all’imputato la cui condotta non ha mai influito o condizionato la vita lavorativa e privata della donna. Poi c’è la episodicita’ delle presunte condotte aggressive. Cinque episodi nell’arco di sei anni di convivenza non possono rappresentare- ha dichiarato il legale- i presupposti per contestare il reato di maltrattamenti che richiede invece il ripetersi sistematico delle condotte aggressive. Nel caso in esame è emersa un’evidente conflittualità tra le parti collocate su posizioni pressoché equiparate e senza che l’una abbia sopraffatto l’altra. In caso di maltrattamenti la condotta aggressiva è unidirezionale invece nella vicenda anche la donna non aveva esitato a dire e sostenere la sua. Per non parlare dell’illogico comportamento della donna che sebbene abbia sostenuto di essere stata maltrattata senza soluzione di continuità in ben cinque occasioni aveva riaperto le porte di casa al compagno”. L’imputato, ricordiamo, era stato arrestato e posto ai domiciliari a causa delle pesanti accuse a suo carico. Mar. Ming.
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