Sora – Sfalci, potature: come smaltirle? I residenti dell’Agnone chiedono una soluzione

Sara Pacitto
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Sfalci verdi, potature, ramaglie prodotte nel contesto della rispettiva proprietà privata stanno diventando un vero problema per molti utenti sorani. In sostanza, non si capisce bene come smaltirle.

I residenti di via Agnone Maggiore infatti segnalano che i cumuli di sfalci verdi, potature e ramaglie che giacciono nel centro di raccolta del verde pubblico e privato producono, dicono, “un odore nauseabondo: dopo un’estate passata con la paura che qualche catasta prendesse fuoco, adesso è la puzza di putridume a creare non pochi disagi”. «Ci sono – spiegano – mucchi “permanenti”, parcheggiati nell’area da troppo tempo ormai: ci piove sopra, si asciugano con il sole e poi ancora. Il materiale organico si deteriora, puzza, è un “odore molesto” e noi non intendiamo continuare a sopportare. Non si vedono più bambini giocare all’aperto e la notte l’aria è ancor meno respirabile. Il gestore più volte ha promesso di provvedere a smaltire le giacenze in tempi brevi ma niente. La nostra salute chi la tutela? L’ambiente in cui viviamo chi lo tutela? In diverse occasioni ci siamo rivolti alle istituzioni, invano. Siamo esasperati». Il centro pare raccolga il materiale a prescindere dalla provenienza: si paga una cifra per ogni quintale depositato, non è necessario fare richieste oppure essere residenti a Sora. Sembra che almeno momentaneamente l’isola ecologica abbia difficoltà a ritirare il verde perchè “saturi”. In effetti dando un’occhiata anche loro hanno un bel po’ di potature e ramaglie accatastate nel piazzale «Se è un viaggio solo non è un problema – aggiungono i cittadini – se è di più lo diventa». Ovviamente il servizio è gratuito e rivolto ai residenti. Ricordiamo cosa dicono le normative: il DL n.116/2020 ha modificato le norme riguardanti la gestione dei rifiuti costituiti da sfalci e potature, con ulteriori chiarimenti pubblicati dal Ministero per la Transizione Ecologica: a) i rifiuti prodotti nell’ambito di una attività di manutenzione del verde pubblico sono qualificati come rifiuti urbani; b) i rifiuti prodotti nell’ambito di una attività di manutenzione del verde privato, effettuata da un’impresa, sono qualificati come rifiuti speciali; c) i rifiuti prodotti nell’ambito di una attività “fai da te”, effettuata da privati, sono qualificati come rifiuti urbani. Detto ciò, i rifiuti classificati “speciali” non possono essere conferiti nei centri di raccolta comunali, che prende solo quelli definiti “urbani”, a meno di apposite convenzioni stipulate con la gestione. Oltre al compostaggio, il conferimento ad impianti autorizzati/operanti è la destinazione degli “speciali”. Si ricorda, infine, che in merito alla combustione di sfalci e potature, per essere considerata come una normale pratica agricola e non come attività di gestione di rifiuti, l’attività deve rispettare tutte le condizioni riportate nel DL 91/2014 e dall’art. 185 co.1 lett. f. Sara Pacitto
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