Il “rumore” mediatico attorno alla vicenda dei coniugi Cocco, da otto mesi impossibilitati a tornare a casa dalla Costa d’Avorio, si è sentito fino al ministero degli Esteri.
Sembrerebbe che l’appello lanciato da Maurizio Cocco e dalla moglie Assunta Giorgilli non sia per nulla caduto nel vuoto, anzi sarebbe stato raccolto – tramite affidabili interlocutori – dai responsabili del dicastero che già si sarebbero messi in moto: nello specifico il ministro Antonio Tajani. In questi casi, vista la delicatezza del tema trattato, con due arresti e il sequestro dei documenti di mezzo, il condizionale è d’obbligo perché lo impongono le procedure, il diritto internazionale, i trattati e gli accordi tra i due Paesi. Al di là di questo però, ciò che più conta è sbloccare questa assurda vicenda che sta mettendo seriamente a rischio la vita stessa delle persone coinvolte: soltanto un intervento risolutore dall’alto potrà mettere fine alla sofferenza dei coniugi fiuggini. Insomma si inizia a intravedere qualche spiraglio nel buio più totale in cui sono costretti a vivere i coniugi Cocco e le prossime settimane potrebbero essere decise per dare finalmente quella accelerazione all’iter di liberazione della coppia. Il secondo risultato – non meno importante – ottenuto dal boato mediatico è quello che riguarda la solidarietà espressa da tantissime persone. In poche ore dall’uscita della notizia, peraltro ripresa anche dagli organi di informazione nazionale, tantissimi cittadini hanno voluto mostrare vicinanza alla famiglia Cocco tramite messaggi di solidarietà e affetto; addirittura c’è chi è pronto a costituire un comitato civico e manifestare pacificamente sotto la sede ministeriale degli Esteri. Una dimostrazione palese su come l’aspetto umano – in questi casi – possa contare di più delle legittime posizioni di accusa e difesa; c’è anche chi ha preso contatti con la propria parrocchia per invocare sui coniugi Cocco la relativa benedizione. Inoltre, della delicata vicenda, si starebbero interessando anche alcuni politici locali che sono in continuo contatto con i propri referenti regionali, con la speranza di trovare al più presto un modo per far cadere quel muro che divide la Costa d’Avorio dall’Italia. Ricordiamo che oggigiorno l’ingegnere Maurizio Cocco è rinchiuso in carcere con l’accusa di riciclaggio di denaro e alla moglie Assunta hanno rigettato l’istanza di dissequestro dei documenti.
