Piglio – Operaio arrestato per stupro chiede di poter lavorare, il giudice rigetta l’istanza

Marina Mingarelli
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L’operaio di 28 anni arrestato con l’accusa di aver stuprato una ragazza nel settembre scorso, ha chiesto di poter andare a lavorare, ma il giudice ha rigettato l’istanza presentata dal difensore.

A contestare tale richiesta anche l’avvocato dell’associazione antiviolenza “Fammi rinascere” che ha sede a Fiuggi, Francesca Ruggeri e che rappresenta la vittima. Il legale ha sostenuto che la casa della ragazza si trova a pochi metri dalla fabbrica dove lavora l’arrestato. Quindi la giovane che ancora si trova in prognosi a causa delle percosse ricevute avrebbe potuto entrare in contatto con il suo aguzzino. La giovane tra l’altro vive nel terrore di poter incontrare di nuovo colui che dopo averla minacciata con un coltello, l’aveva massacrata di botte e violentata per ben tre volte. Il 28enne, va detto, al momento si trova ai domiciliari con il braccialetto elettronico. Secondo il giudice potrebbe esserci pericolo di reiterazione del reato. Il giorno della violenza dopo averla massacrata di botte e stuprata, per giustificare il volto tumefatto della ragazza, l’aveva costretta a telefonare alla madre dicendole che stava male perché si era drogata e che proprio lui era corso in suo aiuto. Poi aveva suggerito di dire alla famiglia che aveva avuto un incidente stradale. Ma la madre che non aveva creduto nemmeno ad una parola ha accompagnato la figlia in ospedale. La ragazza che ha riportato la frattura del setto nasale, un trauma cranico ed ecchimosi sulle braccia e sulle gambe ha fatto scattare la denuncia nei confronti del 28enne che è stato arrestato nel giro di poco tempo. Mar.Ming (foto: repertorio)
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