La sanità laziale, in particolare quella della provincia di Frosinone, è afflitta da molti problemi. Disservizi che quasi giornalmente vengono portati a conoscenza dell’opinione pubblica grazie all’attività sindacale, alle “denunce” alle autorità competenti dei familiari assetati di giustizia. D’altra parte però è sbagliato sparare nel mucchio, perché in questo complesso meccanismo di servizi alla persona spiccano delle eccellenze che proprio su questa testata giornalistica non abbiamo esitato a risaltare, come ad esempio il reparto all’avanguardia di neurochirurgia dell’ospedale Spaziani di Frosinone.
Un discorso di efficienza che negli ultimi mesi si è spostato nell’area Nord della provincia di Frosinone, precisamente ad Anagni, dove sotto la lente di una critica positiva è finito il Servizio del CAD – centro assistenza domiciliare. Si tratta di un sistema di assistenza diretta al cittadino, tramite un servizio di visite cardiologiche domiciliari, che va ad aggiungersi ad altre visite domiciliari già presenti negli altri distretti dell’ASL e anch’esse molto apprezzate, di competenza dell’unità operativa complessa UOC diretta dal dottor Marcello Russo. Prestazioni che sono state attivate dallo scorso mese di Giugno, all’interno del distretto Anagni-Alatri, affidato alla professionalità, alla cortesia e all’educazione del dottor Matteo Torelli e all’efficientissimo personale infermieristico. Tantissime sono state le segnalazioni dei cittadini e l’apprezzamento mostrato nei confronti di un servizio da tutti definito “utile, pratico, professionale e risolutivo di molti problemi”. Come accade per i pazienti non deambulanti cronici che devono svolgere visite programmate non urgenti e la possibilità di non recarsi direttamente nelle strutture ospedaliere ma ricevere l’equipe medica al proprio domicilio. Un aspetto non secondario quindi anche per decongestionare le liste d’attesa e l’affollamento all’interno dei nosocomi della nostra Provincia. Un servizio sempre più indispensabile – a detta dei cittadini – che va a completare quella integrazione ospedale-territorio indicato tra gli obiettivi nel piano sanitario nazionale, fondamentale a sviluppare e potenziare la rete dei servizi sanitari. Una piccola eccellenza apprezzata dagli utenti ma che deve servire da stimolo al miglioramento di altri servizi erogati dall’Asl che non sempre – purtroppo – danno questi piacevoli riscontri.
