Visto il protrarsi della situazione di disagio dovuta alla interruzione dell’utilizzo del posso, Daniele Natalia e Valentina Cicconi invitano Acea ad effettuare servizio H24 per la fornitura con autobotte.
Gli incontri tra i tecnici di Acea ed i residenti si susseguono senza, al momento, raggiungere risultati concreti. Il Comune si è attivato, e l’assessore Valentina Cicconi con delega anche “ai rapporti col gestore del servizio idrico” chiede esplicitamente, assieme al sindaco “se il pozzo può effettivamente essere riparato o se occorra, come sembra, dover procedere allo scavo di un nuovo pozzo“; sollecitando la pianificazione degli interventi che non possono avere eccessiva durata. Così hanno spiegato i due amministratori venerdì: “Questa mattina abbiamo diffidato ACEA, chiedendo che il servizio idrico per gli abitanti di San Bartolomeo sia garantito anche in orario notturno, nella fascia che va dalle 22:00 alle 05:00. Siamo coscienti dei disagi che i lavoratori e le famiglie, specialmente quelle con bambini piccoli, stanno subendo e siccome sappiamo che i lavori di ripristino a San Bartolomeo saranno particolarmente lunghi, riteniamo che ACEA sia obbligata a garantire comunque un servizio efficiente per evitare di penalizzare ulteriormente i cittadini”. Il pozzo venne realizzato dagli Addamiano, costruttori del Villaggio, negli anni sessanta. I residenti hanno gestito il pozzo ed il serbatoio in forma privata fino agli anni novanta. Il Comune, iniziando ad occuparsene, faticò a suddividere i consumi tra le famiglie, per via del tipo di condotte. Intorno al 1997, deliberando la demanializzazione della zona, il Comune acquisì pagandoli sia il pozzo che il serbatoio, prima di allora manutenuto dai residenti. Con l’affidamento ad Acea, si cercò di razionalizzare la situazione. Circa un mese fa, la manovra di estrazione della pompa dal pozzo, profondo circa 100 metri, ne avrebbe provocato il danneggiamento. Al momento, il serbatoio viene rifornito da autobotti. E.C.
