Cliente costretto a pagare delle offerte sul suo numero di cellulare che non aveva richiesto, Compagnia telefonica nazionale condannata a 1500 euro. I fatti risalgono a qualche anno fa quando il cliente, di Frosinone, dopo aver appreso di un aumento del canone si era recato in un negozio autorizzato del capoluogo ciociaro chiedendo se ci fossero offerte per avere più Giga senza spendere un euro in più rispetto a quanto già pagava.
Un operatore gli aveva proposto di fare il recesso del contratto, assicurandogli che non avrebbe pagato penali e che poteva richiedere l’attivazione di una nuova applicazione che comprendeva telefono fisso e mobile con giga illimitati senza alcun costo aggiuntivo. Ma quando è arrivata la prima fattura l’uomo si è accorto che non era stato affatto rispettato il contratto che aveva stipulato. Dopo circa due mesi da quella attivazione era arrivato a pagare 314, 92 euro. I Praticamente il doppio di quello che aveva sempre speso. Nonostante le sue rimostranze La compagna telefonica aveva continuato ad inviare al cliente fatture che si erano triplicate. L’uomo che tra l’altro aveva riscontrato molti addebiti errati, ( costi di recesso e penali che non avrebbe dovuto pagare in quanto aveva chiesto il recesso per modifica della condizioni contrattuali) aveva deciso di non pagare. A questo da aggiungere che per quanto riguarda la sua linea di numero fisso mai attivata, la compagnia telefonica aveva in mano un contratto con una firma difforme ed incompleta. Quando gli è pervenuto il decreto ingiuntivo il cliente si è rivolto all’associazione che tutela i consumatori AECI presieduta da Matteo Loffredi. E proprio grazie al lavoro dei legali di questa associazione, l giudice ha accolto l’opposizione ed ha respinto il decreto ingiuntivo condannando la compagnia telefonica a 1500 euro. Su questa vicenda è sceso in campo anche l’AGCOM che ha condannato la compagnia telefonica a pagare 300 euro di indennizzo al cliente. Mar. Ming.
