(di Anna Ammanniti) Alessandra Hropich, scrittrice e giornalista, parla dei mostri” Viviamo in una società che (purtroppo) aiuta ed incoraggia i Mostri, le persone spregevoli e spregiudicate vanno avanti perché sono capaci di tutto”.

I Mostri sono le persone che approfittano degli altri, credo, spiega la scrittrice che per loro non possa esserci recupero… I mostri, le vittime, la società, la violenza questi i temi affrontati dalla scrittrice Alessandra Hropich.
Chi sono i Mostri?
I Mostri sono tutte quelle persone che si approfittano degli altri, coloro che cercano prede in ogni ambito, uomini che si accoppiano solo a donne da manipolare, maltrattare e viceversa, donne alla ricerca di uomini da soggiogare per togliere loro autostima, dignità, gioia di vivere, fiducia e speranza. Quando racconto i Mostri, non parlo di persone particolarmente visibili o dall’ aspetto malandato, i Mostri spesso sono persone che si presentano benvestite, gentili, dai modi miti, non appena entrano in possesso della loro preda, umiliano e mortificano la vittima giorno dopo giorno, approfittando della buona fede di chi non si accorge di essere vittima.
Lei hai scritto a tal proposito “Mostri” e “Quando il mostro è il proprio padre, una storia vera.” È una storia che la riguarda da vicino? Di cosa parla?
Ho scritto: “Quando il Mostro è il proprio padre!” È una storia vera ma anche quella che mi ha più sconvolto perché, trattandosi di un mio vicino di casa che credevo di conoscere benissimo visto che giocavo con le figlie da piccola, non avrei mai immaginato che quell’uomo in divisa, apparentemente mite, gentile ed estremamente educato, avesse un comportamento da carogna con la moglie e che approfittasse di una delle figlie quando era ancora una bambina. Un uomo malato con la passione segreta per bambine dall’ aspetto di piccole con il viso scaltro e da poco di buono, si tratta di un soggetto disturbato capace di provare attrazione solo verso ragazzine inermi ma con qualcosa di adulte. E per questo suo disturbo, approfitterà della figlia, di alcune sue amiche e mortificherà tutta la vita (giorno dopo giorno) una giovane e splendida moglie facendola sentire vecchia e finita già a venti anni. Il libro “Mostri!” È una raccolta di casi diversi dal padre Mostro ma pur sempre persone crudeli capaci di esercitare ogni tipo di violenza. Ci sono donne che, con le buone maniere, hanno messo i loro mariti o compagni sul lastrico, annientando totalmente la psiche della vittima. I Mostri raccontati sono abili manipolatori capaci di illudere ed ingannare salvo poi decidere il momento in cui rivelarsi. Quando ci si accorge di un mostro, in genere, la vittima crede in un cambiamento nel tempo che lo abbia trasformato, invece i Mostri prendono il tempo necessario per rivelarsi, nessun cambiamento dunque ma solo la vera natura che si palesa, quando esiste la convinzione di aver creato un legame tossico. Le vessazioni, i soprusi e le imposizioni fatte con sapiente raggiro sono l’antipasto delle ulteriori mortificazioni che verranno. La vita con i Mostri inizia spesso come una favola che diventa presto un crescendo di abusi e violenze.
La violenza domestica è una piaga sociale. Secondo lei da dove parte il disagio di questi uomini e a volte anche di donne che scaraventano addosso alle persone amate così tanta violenza?
I fattori che portano ad essere violenti sono tanti: La frustrazione di non essere mai all’altezza di qualcosa, il disagio sociale, la bassa autostima, una certa rigidità mentale che porta ad essere sempre delusi, un’infanzia vissuta con genitori conflittuali, tante sono le ragioni che possono portare a sfogare la propria rabbia su qualcuno con cui si ha una relazione. Non di rado, chi ha una certa incapacità di risolvere determinati problemi al di fuori delle mura domestiche, tipo chi ha lunghi conflitti con i colleghi o grandi insoddisfazioni professionali, poi cerca di fare la parte del leone in casa, mortificando e rovinando la vita di chi gli è accanto, come a voler compensare un senso di inadeguatezza sociale sfogando così ogni frustrazione tra le quattro mura di casa in quanto, lì, tutto è permesso. O altrettanto, capitano persone furiose, maleducate e spavalde fuori mentre sono agnelli, vittime silenziose a casa, moltissime donne soccombono a mariti che le annientano, poi sfogano la propria rabbia appena possono. Un carattere introverso e/o tendente all’ autoritarismo, difficilmente accetta di non spadroneggiare, se non gli è consentito nel contesto sociale, si può sfogare in casa (le quattro mura della propria casa) che rappresenta il luogo ideale per rendere vittima una persona di famiglia. È bene precisare che il proprio carattere, l’infanzia vissuta e l’educazione ricevuta possono incidere moltissimo sui comportamenti anche deviati di un adulto. Il padre Mostro (del mio primo libro) era un bambino abbandonato al suo destino dal patrigno e tanti altri Mostri di cui racconto nel libro a loro dedicato, sono persone con conflitti mai risolti con gli altri. Tutto quello che non viene accettato, capito o risolto si trasforma in rabbia che, prima o poi, deve esplodere.
La società cosa può fare per arginare questo tipo di violenza?
Questa intelligente domanda mi fa però inquietare con la società che solitamente considera marginale ogni fatto violento di cui viene a conoscenza. La società ignora la vera portata della violenza, giocando ogni volta a meravigliarsene. La società dovrebbe scandalizzarsi non appena viene a conoscenza di qualsiasi Mostro, invece ho verificato tutta la mia vita che la società sembra essere invece attratta dai Mostri, andando sempre a favore delle persone cattive e distruttive. La vittima viene invece sempre o quasi come una persona con un problema di relazione, una persona da curare perché incapace di ribellarsi. Mentre ogni Mostro viene visto come persona furba, premiato addirittura nei contesti lavorativi, la società davvero si comporta in modo da facilitare la cattiveria umana, sempre e comunque. Credo solo a quella sempre troppo poca informazione sui comportamenti violenti di cui le vittime debbono prendere nota per farsi aiutare finché si è in tempo. Quando una qualsiasi persona sospetta di essere vittima, bisogna chiedere subito aiuto a quei Centri o Istituzioni che stilano dei comportamenti tipici, da soli non se ne esce perché si instaura la paura e la violenza nei rapporti personali si nutre delle altrui paure. Per cercare una via di uscita da una relazione violenta bisogna tornare in possesso della propria autostima (non facile farlo da soli) e diventare consapevoli del carattere violento della relazione stessa (ovvero senza giustificazioni o scusanti), la vittima in genere, tende a giustificare i comportamenti violenti addossandosi addirittura delle colpe.
Le vittime secondo lei perché tentennano nel denunciare i propri carnefici?
Le vittime già ci mettono del tempo per capire di essere in trappola. In genere, la vittima arriva prima a toccare il fondo per capire le cose ed è tardi, il Mostro non accetta il cambiamento tardivo da parte della vittima ed in genere, si vendica. Se ai primi sintomi di una relazione tossica, la vittima decidesse invece di troncare, sarebbe probabilmente in tempo. Ma in genere, i Mostri arrivano a spegnere la persona presa di mira poco a poco, per non farsi scoprire subito.
Cosa possiamo fare affinché questi “mostri” vengano recuperati o per loro non c’è più nulla da fare?
Non credo assolutamente al recupero dei Mostri. Credo solo alla prevenzione, all’ attenzione verso i primi segnali di una relazione che potrebbe diventare tossica. Il Mostro non si recupera, semmai si mette in cerca sempre di nuove prede se lasciato subito, ai primi segni di stranezze.
Di seguito i link dei libri di Alessandra Hropich
Link primo libro:
http://www.bibliotheka.it/Quando_il_mostro_e_il_proprio_padre_IT?fbclid=IwAR19eUj71FpRQ2ZDw8GvttapJRgUT8atHffrZH9FGfweLe5yElu4BLuCuFg
Link secondo libro:
https://www.youcanprint.it/la-felicita-ve-la-do-io/b/62150c3f-b50b-5a3d-a224-ed8dd9c9c6b1
Link terzo libro:
https://www.youcanprint.it/vittima-di-mille-ingiustizie/b/5d56b849-72e0-5703-af5e-054c7bf98064
Link quarto libro:
https://www.youcanprint.it/mostri/b/36ef6f66-740b-5f43-a59e-babf005c66e8
Anna Ammanniti