Nella mattinata di ieri è stata inaugurata la mostra “IL SEGNO E L’ASSOLUTO, Persistenze dell’antico nell’incisione contemporanea”, allestita presso la suggestive sole del palazzo Boncompagni di Arpino, con le opere grafiche di Agostino Arrivabene, Maria Pina Bentivenga, Patrizio Di Sciullo, Giancarla Frare, Oscar Giachino, Elisa Ottaviani, Francesco Parisi, Toni Pecoraro. L’esposione è curata da Marco D’Emilia e Loredana Rea, aperta al pubblico fino al prossimo 30 novembre.

Soddisfazione del consigliere con delega alla Cultura, avv. Niccolò Casinelli, che spiega «Arpino ha legato il suo nome alla figura di Marco Tullio Cicerone e agli altri illustri arpinati di epoca romana. Questa eredità culturale, divenuta elemento connotativo e riferimento sotto traccia, nel tempo ha nutrito letterati e artisti, culminando nel XIX secolo nell’istituzione del prestigioso Liceo Classico Tulliano. Le vestigia dell’epoca antica avvolgono letteralmente la cittadina: un’aurea leggendaria pone nel mito la sua

fondazione, rendendola meta tra le preferite dei viaggiatori di ogni tempo».
Casinelli aggiunge «Da queste premesse e nel segno della continuità nasce il progetto ARPINO CIVITAS MUNDI a cui è collegato il Premio Fibrenus Carnello cArte ad Arte; la grafica d’arte contemporanea è il linguaggio attraverso il quale si intende proseguire il dialogo ininterrotto con il passato. Con la mostra “IL SEGNO E L’ASSOLUTO, Persistenze dell’antico nell’incisione contemporanea” si vuole porre lattenzione sulla ricerca di artisti incisori a cui l’antico e la classicità continuano ad offrire interessanti spunti di riflessione e di indagine».
Ricordiamo che la mostra, curata da Marco D’Emilia e Loredana Rea, resterà aperta al pubblico fino al prossimo 30 novembre.
SaP