La moglie muore dopo un intervento di chirurgia volto a ridurre le dimensioni dello stomaco. Il marito sospettando un caso di malasanità si è rivolto agli avvocati Enzo e Valerio Moriconi per chiedere il risarcimento danni. I consulenti di parte avrebbero ravvisato imperizia, superficialità e negligenza da parte di tre medici di una clinica ubicata nella provincia ciociara che facevano parte dell’equipe in sala operatoria.
La donna, di 52anni, residente a Patrica, da tempo stava combattendo contro la sua obesità. Precedentemente, va detto, attraverso il bendaggio gastrico aveva perso oltre 45 chili. Ma poi a causa di numerosi malesseri era stata costretta a rimuovere quell’anello gonfiabile in silicone che viene posizionato in maniera tale da circondare la parte alta dello stomaco. Ma 85 chili per un metro e cinquanta di altezza erano comunque tanti. Così la donna aveva deciso di sottoporsi all’intervento di chirurgia bariatrica che consiste nella riduzione dello stomaco. In questo modo il paziente avverte subito il senso di sazietà. Ma subito dopo l’operazione, la signora comincia ad avere febbre, dispnea e sanguinamento nel tratto gastrointestinale. La 52enne è rimasta degente nella clinica privata per 12 giorni. Poi a causa del peggioramento delle sue condizioni di salute, i medici avevano deciso di trasferirla presso ospedale Santa Scolastica di Cassino. La donna era finita in rianimazione per ben due volte. Ed arriviamo al 21 giugno del 2018 quando purtroppo il cuore della casalinga cessa di battere. Una morte che ha lasciato il marito e le due figlie ancora minorenni nella più completa disperazione. Adesso l’uomo chiede soltanto di poter essere risarcito dai medici per il danno arrecato. La moglie era il suo faro. E adesso quella luce si è spenta per sempre. Mar.Ming.
